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	<title>Office Jam</title>
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		<title>CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Righetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 15:09:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coworking]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>CHE COS&#8217;E&#8217; UN CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO</strong></h2>



<p>Quello del <strong>vino</strong> è un mercato che può considerarsi in perenne <strong>evoluzione</strong>.<br>È in costante crescita il numero di accademie, hotel o ristoranti che mettono a disposizione i loro spazi organizzando <strong>corsi di vino</strong>.</p>



<p>Alcuni sono definiti corsi di avvicinamento al vino, altri sono corsi per diventare veri e propri sommelier, altri ancora sono semplici eventi di degustazione per gli amanti del settore.<br>Ciò che solitamente li accomuna è una <strong>formazione</strong>, più o meno professionale, sul vino.<br><br>Quello di &#8220;avvicinamento al vino&#8221; è un <strong>corso base</strong>, senza esami e ad un <strong>prezzo più contenuto</strong>, che consente però di imparare le <strong>prime nozioni fondamentali</strong> per poter riconoscere e apprezzare un vino, di qualsiasi tipologia. </p>



<p>Quello enologico è un settore decisamente eterogeneo, tanto variegato quanto sorprendente, soprattutto per coloro che vogliono trasformare questo terreno sconosciuto in <strong>un’occasione di lavoro</strong> o semplicemente in un <strong>passatempo accattivante</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>LOCATION</strong></h2>



<p>Nessuno nega che i luoghi più affascinanti dove svolgere questi incontri enologici siano rinomate aziende vinicole sparse tra le colline del Chianti ovvero prestigiose enoteche situate in borghi medioevali…</p>



<p>Tuttavia, per chi è assorbito dagli impegni e dai ritmi frenetici delle grandi città, non sempre è facile concedersi delle gite così fuori porta. Non solo.<br>Spesso le <strong>location</strong> “urbane” in cui solitamente si svolgono questi eventi rischiano di essere banali: ambienti privi di personalità, asettici e poco accoglienti.<br>Tutte caratteristiche – se ci pensate – non associabili ad un buon vino!</p>



<p>Nel ventunesimo secolo, dove <strong>innovazione e creatività</strong> rappresentano i punti di forza per soddisfare le richieste del mercato, un <strong><a href="https://www.officejam.it/coworking-cosa-e-come-funziona-a-roma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coworking</a></strong> è una novità stimolante in cui organizzare corsi ed eventi.<br>Esso infatti consente il superamento dei limiti geografici creando senso di <strong>comunità</strong>, <strong>relazioni</strong> e <strong>progresso</strong>, non solo per svolgere il proprio lavoro ma anche per organizzare eventi e momenti di svago di ogni genere!</p>



<p>I coworking sono <strong>spazi polivalenti</strong> che, reinventandosi, diventano luoghi di <strong>aggregazione</strong>, <strong>formazione</strong> e informazione per attività, servizi e <strong>nuove opportunità</strong>.</p>



<p>Ebbene, <strong>Office Jam</strong> quest’anno ha inaugurato la <strong>prima edizione del Corso di Avvicinamento al vino 2022</strong>, mettendo a disposizione la sua <strong>sala eventi</strong> più grande: una sala <strong>eclettica</strong>, dal <strong>design originale</strong> e moderno, dotata di tutti i <strong>comfort</strong> per accogliere i partecipanti e fargli vivere un momento di piacere e convivialità fuori dalla routine quotidiana.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="964" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22.jpeg" alt="" class="wp-image-751" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22.jpeg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-300x282.jpeg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-768x723.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>IL CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO PRESSO OFFICE JAM</strong></h2>



<p>Il Corso di avvicinamento al vino, concluso a febbraio, è stato organizzato da Office Jam con la collaborazione della <a href="https://www.torrefazionebertini.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><strong>Torrefazion</strong>e<strong> Bertini</strong></a> ed è stato un vero successo!</p>



<p><strong>Quattro lezioni</strong>, svolte il lunedì sera, durante le quali un <strong>Sommelier</strong> docente dell’accademia FISAR, ha guidato i partecipanti alla degustazione di vini bianchi, vini rossi e bollicine; il tutto sempre accompagnato da stuzzichini e prodotti gastronomici.<br>Ogni assaggio è stato affiancato da una descrizione specifica di ciascun vino: <strong>obiettivo</strong> del corso infatti è quello di far vivere un percorso di <strong>piacere</strong> e al tempo stesso di <strong>didattica</strong>, al fine di insegnare le prime <strong>nozioni fondamentali</strong> relative al mondo del vino.</p>



<p>Un vero e proprio <strong>percorso “didattico-conoscitivo-emozionale</strong>”. <br>Queste le parole usate durante la prima lezione dal sommelier, il quale attraverso le sue esperienze, la sua formazione e le diverse slides illustrative, ha raccontato tutta la <strong>filiera del vino</strong>: dalla vigna alla bottiglia, descrivendo le diverse fasi della vinificazione dei vini bianchi e dei vini rossi. </p>



<p>Attraverso i cinque sensi, i partecipanti hanno vissuto una full immersion tra storia, territori, vitigni, tecniche produttive, profumi, sapori e abbinamenti.</p>



<p>Una <strong>nuova opportunità</strong>, per esperti e non, per approfondire e scoprire il fascino del mondo del vino.</p>



<p>Coloro che non hanno mai preso parte ad una degustazione, potrebbero trovarsi spiazzati di fronte ad una situazione così nuova e intimorirsi all&#8217;ascolto di un linguaggio tecnico che non si comprende.</p>



<p>Il Corso di avvicinamento al vino di Office Jam è nato proprio per fornire le <strong>nozioni tecniche di base</strong>, fondamentali per conoscere tutti i segreti del vino al fine di essere in grado di scegliere una buona bottiglia e apprezzarne la degustazione.<br><br>Molti inoltre credono che degustare il vino in modo professionale sia difficile e non adatto a loro.<br>Al Corso di avvicinamento abbiamo scoperto che non è così!<br><br>Una lezione o un corso di degustazione guidata può mostrarti come utilizzare efficacemente i sensi per effettuare una corretta analisi del vino.<br>Infatti, seppur non in modo professionale, <strong>tutti</strong> possono conoscere e applicare le migliori tecniche per degustare un buon bicchiere di vino.</p>



<p>Ve ne <strong>sveliamo qualcuna</strong> che abbiamo imparato proprio al corso di avvicinamento!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PASSAGGI FONDAMENTALI PER UNA PERFETTA DEGUSTAZIONE</strong></h2>



<p>Che sia una degustazione a casa di amici o ad un corso, i <strong>passaggi</strong> da tenere a mente e da seguire sono semplici.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Eliminare o ridurre le contaminazioni esterne</strong></h3>



<p>Una buona norma che spesso viene sottovalutata è sicuramente il <strong>non utilizzare profumi</strong>, creme o altri prodotti per la cura del corpo che abbiamo <strong>odori eccessivamente intens</strong>i. I profumi senza dubbio andrebbero ad influenzare e <strong>compromettere</strong> la percezione dell’essenza del vino! <br>Per la stessa motivazione è <strong>sconsigliata</strong> la partecipazione a un corso o a una degustazione dopo un <strong>pasto molto ricco</strong>. Come gli odori troppo forti, anche alcuni cibi dal sapore intenso possono intaccare la capacità di percepire le note che caratterizzano ogni tipo di vino.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Utilizzare i propri sensi</strong></h3>



<p>Per degustare un buon vino, tutto quello che serve è un bicchiere e i tuoi <strong>sensi</strong>!</p>



<ol><li><strong>Vista</strong>: si comincia con una breve ispezione visiva del vino inclinando il bicchiere in un luogo luminoso, indispensabile per scoprire il <strong>colore</strong> e l’<strong>opacità</strong>. Molti indizi sono riconoscibili con una rapida occhiata, anche se la maggior parte delle risposte si possono trovare sulla bottiglia, come la vendemmia e il vitigno. <br>Dopo questo passaggio, avviene la famosa <strong>rotazione</strong> del calice in modo da far avvicinare il vino alle pareti. Si formerà un anello di liquido dal quale scendono delle gocce lungo il vetro del calice, i cosiddetti “<strong>archetti del vino o lacrime</strong>”. Più dense e marcate sono le lacrime, maggiore è la sua densità e gradazione alcolica.<br></li><li><strong>Odore</strong>: il secondo passo è identificare gli <strong>aromi</strong> attraverso l’olfatto, avvicinando il bicchiere al naso e ruotando lentamente il bicchiere così da far sprigionare le sostanze odorose del vino. I profumi che si avvertono sono sempre classificabili in <strong>grandi categorie</strong>. <br>Il primo elemento che si identifica nell’analisi olfattiva è il sentore fruttato: more, fragole, mirtilli; il secondo proviene quasi sempre dalle botti dove sono stati invecchiati i vini: cedro, vaniglia, caramello, pane etc.<br></li><li><strong>Sapore</strong>: il momento dell’assaggio è arrivato! Il senso del gusto è il modo in cui analizziamo il vino con la <strong>lingua</strong>, con la quale si distinguono quattro gusti: <strong>dolce</strong>, <strong>salato</strong>, <strong>acido</strong> e <strong>amaro</strong>. <br>La lingua può percepire anche sensazioni tattili come il <strong>corpo</strong> (prodotto dalla gradazione alcolica), l’<strong>effervescenza</strong> (essenziale negli spumanti) e la <strong>temperatura,</strong> che per i bianchi deve essere dai 10°C ai 14°C e per i rossi tra i 15 °C e i 18 °C.</li></ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Non essere timidi</strong></h3>



<p>A volte, ascoltando il linguaggio con cui produttori e professionisti del settore comunicano tra di loro, non si capisce una sola parola! Le frasi che utilizzano sono infarcite di termini tecnici e specifici che non si possono comprendere se non si appartiene a questo mondo.<br>Non c’è alcun bisogno di conoscere il vocabolario del perfetto sommelier per apprezzare a pieno un buon bicchiere di vino durante una degustazione.<br>Ma una cosa è fondamentale: se sei curioso di scoprire ogni segreto che si cela dietro questo affascinante mondo allora metti da parte la timidezza, sii <strong>curioso</strong> e <strong>chiedi</strong>!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esplorare e prendere nota</strong></h3>



<p>Non potrai mai scoprire il tuo nuovo vino preferito se non l’avrai prima assaggiato.<br>Spesso ci si limita alle stesse qualità o tipologie perché non ci fidiamo ad esplorare sapori e profumi nuovi, ma l’obiettivo è proprio questo: <strong>assaggiare</strong>!<br>Non solo. Per potersi ricordare un sapore equilibrato o sbilanciato, un vino unico o non memorabile e tutte quelle caratteristiche che ti hanno colpito, occorre <strong>prendere nota</strong>.<br>Esistono dei veri e propri <strong>taccuini del vino</strong> per annotare e conservare una memoria dettagliata delle vostre degustazioni migliori.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="999" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-1.jpeg" alt="" class="wp-image-752" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-1.jpeg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-1-300x293.jpeg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-1-768x749.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>COME E PERCHE&#8217; PARTECIPARE AL CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO</strong></h2>



<p>Quelle che abbiamo elencato, sono solo alcune nozioni che il Corso di avvicinamento al vino ha permesso di imparare. <br>Naturalmente non possiamo svelarvi tutto…ma possiamo invitarvi a <strong>iscrivervi</strong> per i prossimi appuntamenti che proseguiranno da Maggio in poi!</p>



<p>Potete richiedere <strong>informazioni</strong> e <strong>acquistare </strong>il corso di avvicinamento al vino scrivendo direttamente alla nostra email <strong>info@officejam.it</strong>.<br>I posti per ogni corso sono a numero chiuso, dunque <strong>affrettatevi</strong>!<br><br>Ma le <strong>sorprese </strong>non sono finite! Organizzeremo anche dei <strong>singoli eventi di degustazione</strong> che riguarderanno un tema specifico a seconda dei vini selezionati di volta in volta.</p>



<p>Il desiderio di frequentare un corso di avvicinamento al vino o una semplice degustazione può essere motivato da una grande varietà di ragioni: </p>



<ul><li>la voglia di arricchire e di ampliare le proprie conoscenze personali;</li><li>la necessità di entrare nel mondo del lavoro in questo settore;</li><li>la semplice esigenza di assecondare la propria passione per il vino.</li></ul>



<p>Una cosa è certa: un corso di degustazione di vini è sicuramente un’<strong>esperienza unica</strong>!</p>



<p>Lasciatevi raccontare da un professionista tutti i segreti che si celano dietro una bottiglia: dalla vendemmia all’imbottigliamento del vino.<br>Immergetevi completamente nel sapore di una tradizione che si è sviluppata nel corso dei secoli.<br>Concedetevi qualche ora di piacevole relax, ancor meglio se in buona compagnia e in una delle location più eclettiche e cool della capitale!</p>
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		<title>HACKATHON: che cos&#8217;è, come si organizza e perchè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clarissa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2022 15:02:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coworking]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potrebbe sembrare una parola associata ad azioni criminali e distruttive, ma in realtà si tratta di eventi in cui sviluppo e condivisione animano le menti e la creatività dei loro...</p>
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<p>Potrebbe sembrare una parola associata ad azioni criminali e distruttive, ma in realtà si tratta di eventi in cui <strong>sviluppo</strong> e <strong>condivisione</strong> animano le menti e la <strong>creatività</strong> dei loro partecipanti.</p>



<p>Correva l’anno 1999 quando a Calgary, dieci sviluppatori <strong>OpenBSD</strong>, si riunirono per trovare nuove soluzioni per rendere il sistema operativo più sicuro e in grado di integrarsi con sistemi di crittografia. <br><br>Da qui la nascita di un <strong>hackathon</strong>. </p>



<p>Ma per capire meglio che cos&#8217;è, come si organizza e perchè, occorre fare un piccolo passo indietro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le origini dell’Hackathon</strong></h2>



<p>Nato dalla fusione delle due parole inglesi “<strong>Hacking</strong>” e “<strong>Marathon</strong>”, la traduzione letteraria sarebbe “maratona di pirati informatici”.</p>



<p>In questo contesto però il termine &#8220;hacking&#8221; si riferisce all&#8217;opportunità di risolvere problemi tecnici in maniera insolita.</p>



<p>Anche la parola &#8220;marathon&#8221; potrebbe trarre in inganno. Un lavoro di programmazione concentrato può essere estenuante, in quanto lo sviluppo di software è un processo lungo.<br>Invece in un hackathon si fissa un periodo di tempo piuttosto limitato: nel giro di poche ore o giorni deve venire fuori un prodotto utile.</p>



<p>Gli hackathon nascono quindi come meeting per professionisti informatici che si incontrano per progettare insieme soluzioni specialmente in materia di software ed hardware.<br>Si tratta di una vera e propria “<strong>maratona di esperti informatici</strong>”.</p>



<p>Tuttavia, a partire dagli anni duemila il significato di hackathon è diventato molto più ampio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è un hackathon</strong></h2>



<p>Sempre pìù spesso gli hackhathon sono occasioni promosse da società, startup e <strong>professionisti di ogni settore</strong>.</p>



<p><strong>Scopo</strong> di questi incontri collaborativi tra esperti è l’invenzione di un prodotto o un servizio che possa migliorare una situazione preesistente in qualunque ambito.</p>



<p>Gli hackhathon si sono infatti espansi oltre l’ambito prettamente tecnologico abbracciando anche temi <strong>culturali</strong> e <strong>sociali</strong>, scientifici e <strong>innovativi</strong>.<br>Le imprese organizzano questi eventi speciali dedicandoli ai lori dipendenti, oppure aprendone la partecipazione anche a studenti universitari, per realizzare progetti ed idee insolite, oltre a stringere contatti importanti.</p>



<p>Ad ogni modo, <strong>non esistono regole fisse</strong>!</p>



<p>L’organizzazione dell’evento varia di volta in volta, a partire dalla <strong>durata</strong>. Non ci sono limiti rigidi: un hackathon può durare qualche ora ma anche giorni interi, dando così la possibilità ai team di far spaziare la propria creatività.</p>



<p>Stessa cosa per la <strong>location</strong>: la convocazione può essere direttamente in azienda, ma anche in un qualsiasi luogo che possa garantire i servizi necessari (come ad esempio un <strong>coworking</strong>!).<br>Ogni partecipante porterà con sé i propri “ferri del mestiere”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si organizza e come si svolge un hackathon</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="1002" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_1929-1024x1002.jpg" alt="" class="wp-image-724" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_1929-1024x1002.jpg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_1929-300x294.jpg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_1929-768x752.jpg 768w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_1929.jpg 1170w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Anche in questo caso, non esistono schemi fissi da seguire. Ciononostante alcuni elementi sono ricorrenti in quasi tutti gli hackathon.<br><br>Scopriamoli:</p>



<ul><li><strong>Presentazione</strong></li></ul>



<p>Tradizionalmente l’evento parte con un discorso di apertura da parte dell&#8217;organizzatore e la <strong>presentazione</strong> dell’argomento scelto, protagonista della giornata o della settimana.</p>



<ul><li><strong>Creazione dei team e lavoro di gruppo</strong></li></ul>



<p>Si passa quindi alla formazione dei team in base al progetto e direttamente sul posto.<br>I gruppi dovrebbero essere più <strong>eterogenei</strong> possibile perché persone con conoscenze tecniche e background diversi possono far progredire un progetto molto e in breve tempo.<br>Dopo la creazione delle squadre, inizia il <strong>lavoro</strong> vero e proprio. Grazie all&#8217;interazione degli interessi e delle competenze dei partecipanti, si sviluppa l&#8217;idea iniziale e si raccolgono le possibili strategie di risoluzione.</p>



<ul><li><strong>Presentazione dei progetti</strong></li></ul>



<p>Solitamente le ultime ore sono riservate alla <strong>presentazione dei progetti</strong> e alla loro <strong>valutazione</strong>.<br>Non è tanto importante proporre il prodotto finito quanto illustrare le idee partorite o elaborare un abstract per portare il progetto ad una conclusione soddisfacente.</p>



<ul><li><strong>Premiazione dei vincitori</strong></li></ul>



<p>Alcuni organizzatori offrono ai partecipanti allettanti <strong>vincite</strong>, poiché molti hackathon sono concepiti come concorsi. Se prevista, infatti, una giuria elegge uno o più vincitori dopo la presentazione dei singoli progetti.<br>Le vincite possono comprendere dei piccoli premi o addirittura una ricompensa in denaro.</p>



<ul><li><strong>Vitto e alloggio</strong></li></ul>



<p>In molti hackathon il vitto e l’alloggio non sono particolarmente importanti. Tuttavia alcuni organizzatori offrono anche un catering per i pasti e aiutano i partecipanti nella ricerca di un alloggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché è importante partecipare ad un hackathon</strong></h2>



<p>Un evento simile è considerato un palcoscenico di <strong>creatività</strong>, <strong>sviluppo</strong> e <strong>collaborazione</strong>.<br>Ricordiamo che gli hackathon danno visibilità non solo all’azienda o all’ente promotore ma soprattutto ai partecipanti.</p>



<p>Proprio per questi motivi un hackhathon può essere un <strong>trampolino di lancio</strong>: spesso in questi eventi sono presenti leader del settore, interessati a scoprire nuovi talenti.</p>



<p>I partecipanti inoltre non dovrebbero mai sottovalutare la possibilità di fare <strong>networking</strong> con altri specialisti del settore per accrescere le proprie conoscenze e competenze.<br>Non solo. Spesso i progetti avviati durante un hackathon possono rappresentare l&#8217;inizio di una collaborazione duratura.</p>



<p>Possiamo quindi racchiudere le <strong>caratteristiche</strong> che sono alla base di un hackathon in cinque punti:</p>



<ol><li><strong>Sharing</strong>: la condivisione di lavori e progetti all’interno di un evento basato sulla collaborazione reciproca;<br></li><li><strong>Creatività</strong>: lo sviluppo di idee innovative attraverso i mezzi digitali;<br></li><li><strong>Velocità</strong>: i tempi di realizzazione sono quelli del web, ovvero rapidi, snelli, quasi immediati. Nulla a che vedere con i progetti nati in contesti aziendali;<br></li><li><strong>Visibilità</strong>: sul web, sui social, ma anche nel reale grazie a convegni collegati;<br></li><li><strong>Sana Competizione</strong>: se in palio ci sono dei premi, ciò spinge a dare il meglio e a stimolare una forma di competizione utile per far emergere le idee migliori.</li></ol>



<p>Sono proprio questi i cinque punti che distinguono un hackathon da tutti gli altri eventi tradizionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Hackathon in Italia e nel mondo</strong></h2>



<p>In quasi tutto il mondo si organizzano hackathon e anche in Italia nascono sempre nuovi eventi di questo tipo.</p>



<p>A febbraio 2019, ad esempio, ha avuto luogo la <a href="https://globallegalhackathon.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Global Legal Hackathon</a> in contemporanea in 20 paesi e in 40 città in tutto il globo, compresa Milano.</p>



<p>Per 48 ore i partecipanti si sono riuniti per confrontarsi sul tema della legalità in ambito digitale, sviluppando così soluzioni per migliorare l&#8217;industria legale in tutto il mondo. All&#8217;hackathon era legato anche un premio in denaro da assegnare a ogni team locale: 5.000 euro per coloro i quali arrivavano in finale.</p>



<p>Proprio presso <strong>Office Jam</strong>, a dicembre, si è tenuta la prima edizione della <a href="https://www.officejam.it/digital-marketing-office-jam-shareme-challenge-marketing-espresso-beneficenza-coworking-roma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ShareMe Challenge</a>, un evento che ha rappresentato appieno un vero e proprio hackathon di beneficenza digitale.</p>
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		<title>DIGITAL MARKETING E BENEFICENZA: Office Jam x ShareMe Challenge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clarissa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Dec 2021 17:25:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coworking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È sempre più chiaro che oggi la vera ricchezza delle aziende sono le&#160;persone, ovvero i loro&#160;talenti. Curare un’Employee Experience efficace&#160;permette di abilitare il&#160;knowledge sharing&#160;e di creare&#160;valore per il business&#160;grazie alla...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>È sempre più chiaro che oggi la vera ricchezza delle aziende sono le&nbsp;<strong>persone</strong>, ovvero i loro&nbsp;<strong>talenti</strong>. Curare un’<strong>Employee Experience efficace</strong>&nbsp;permette di abilitare il&nbsp;<strong>knowledge sharing</strong>&nbsp;e di creare&nbsp;<strong>valore per il business&nbsp;</strong>grazie alla generazione di&nbsp;<strong>idee e soluzioni valide e innovative</strong>.</p>



<p>Nel mondo digitale, che tu sia un freelance o che lavori in una grande azienda, gli esperti di <strong>Digital Marketing</strong> occupano posizioni sempre più strategiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è il Digital Marketing?</strong></h2>



<p>In generale il Digital Marketing è l’insieme delle attività di promozione e vendita di prodotti e/o servizi utilizzando strategie di marketing online come il social media marketing e il marketing sui motori di ricerca (SEM).</p>



<p>In primo luogo è importante capire che il marketing online e il marketing tradizionale perseguono lo stesso obiettivo: presentare l’<strong>offerta giusta</strong> al <strong>momento</strong> <strong>giusto</strong> e nel <strong>posto giusto</strong>.</p>



<p>Il Digital Marketing svolge questo compito in modo particolarmente efficace, perché raggiunge i clienti ideali esattamente dove si trovano già: online.</p>



<p>Secondo il&nbsp;<a href="https://mckinleymarketingpartners.com/2019/02/the-2019-marketing-hiring-trends-report-is-now-available" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">McKinley Marketing Hiring Trends Report 2019</a>, il 61% delle aziende intervistate riferisce di voler aggiungere Digital Marketer ai propri team. Oltre a Creative Services (48%), Research &amp; Analysis (46%) and Marketing Operations (44%).</p>



<p>Inoltre attualmente la domanda di competenze di marketing digitale supera l’offerta nel mercato del lavoro.</p>



<p>Siamo quindi nel periodo ideale per acquisire le competenze richieste. Ma cosa occorre fare e sapere esattamente per iniziare una carriera nel marketing digitale?</p>



<p>Una risposta adeguata a questa domanda possono fornirla i ragazzi di <strong>Marketing Espresso</strong>, un brand nato nel 2019 e specializzato in servizi e formazione lato social media marketing.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il team di Marketing Espresso</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/5e8bc6b9-76ff-402d-b0f3-a57de04aa53e-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-703" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/5e8bc6b9-76ff-402d-b0f3-a57de04aa53e-1024x682.jpg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/5e8bc6b9-76ff-402d-b0f3-a57de04aa53e-300x200.jpg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/5e8bc6b9-76ff-402d-b0f3-a57de04aa53e-768x512.jpg 768w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/5e8bc6b9-76ff-402d-b0f3-a57de04aa53e-1536x1023.jpg 1536w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/5e8bc6b9-76ff-402d-b0f3-a57de04aa53e-900x600.jpg 900w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/5e8bc6b9-76ff-402d-b0f3-a57de04aa53e.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La società di Marketing Espresso è nata tra i banchi universitari grazie all’incontro di due giovani ragazzi di talento, Marco Onorato ed Alessandro Vajani.</p>



<p>I due Co-founder hanno fatto crescere rapidamente la loro agenzia di <strong>Social Media Marketing</strong>.<br>Essa ad oggi conta un team di dieci persone, tutte under 30, vantando quasi 170mila followers su Instagram.</p>



<p>Per Marco ed Alessandro Marketing Espresso non è solo un Media specializzato in strategie, creazione contenuti e social media management, ma soprattutto una <strong>community</strong>.</p>



<p>Obiettivo principale?! Trasmettere l’amore per il <strong>Digitale</strong> attraverso una piattaforma di formazione online a tutti gli appassionati di marketing.</p>



<p>“Siamo convinti che oltre a migliorare i processi di business, il digital possa essere uno strumento fondamentale per migliorare la vita delle persone.” Questo lo spirito guida dei cofondatori.</p>



<p>Nel 2021, con l’aumentare delle risorse e delle idee, il Team ha voluto fare un upgrade del loro coordinamento interno, sfruttando l’offline oltre che l’online.<br>Ma un “semplice” appoggio immobiliare non sarebbe stato in linea con il loro estro.<br>Volevano infatti lavorare in un ambiente creativo e spazioso, dal design innovativo, popolato da <strong>startup</strong>, <strong>freelance</strong> e <strong>PMI</strong> caratterizzate da un elevato talento imprenditoriale.</p>



<p>La soluzione quindi è stata quella dei co-working ed in particolare di <a href="https://www.officejam.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Office Jam</a> che racchiude tutte le qualità da loro cercate, rappresentando il luogo in cui hanno prodotto e realizzato molti progetti.</p>



<p>Uno di questi? La <strong>ShareMe Challenge</strong> a Roma.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L</strong>a prima edizione della <strong>ShareMe Challenge</strong> presso Office Jam</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="702" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8090-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-702" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8090-1024x683.jpg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8090-300x200.jpg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8090-768x512.jpg 768w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8090-1536x1024.jpg 1536w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8090-2048x1365.jpg 2048w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8090-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p>Sicuramente uno degli eventi più innovativi e meglio riusciti degli ultimi tempi.</p>



<p>“Non bisogna essere grandi per avere un grande impatto.”</p>



<p>La frase è scritta sulle magliette che&nbsp;<a href="https://marketing-espresso.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marketing Espresso</a>&nbsp;ha distribuito ai partecipanti dell’evento ShareMe Challenge avvenuto a Roma il weekend del 17, 18 e 19 Dicembre 2021 all’interno del nostro spazio di Co-working Office Jam.</p>



<p>Una “beneficenza digitale” dove 20 mentor professionisti e 40 partecipanti, provenienti da tutta Italia, hanno lavorato per 3 giorni consecutivi alla realizzazione di strategie di comunicazione digitali da donare gratuitamente a 3 Onlus: </p>



<ol><li><strong>Equoevento Onlus</strong>, impegnata nella lotta contro lo spreco alimentare;</li><li><strong>Fondazione Cave Canem</strong>, che si prende cura di cani e gatti in difficoltà e propone di migliorare il rapporto tra uomo e animali;</li><li><strong>Fondazione Il Bullone</strong>, che si occupa di inserire professionalmente ragazzi affetti da gravi patologie.</li></ol>



<p>ShareMe Challenge è stato un evento ad alto <strong>impatto sociale</strong>, formativo e stimolante che ha permesso l’incontro tra giovani studenti, professionisti e la condivisione delle loro idee e competenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il tour di ShareMe e l’obiettivo finale</strong> di Marketing Espresso</h2>



<p>Il 21 dicembre 2021 si è conclusa la prima edizione di ShareME: un tour di quattro tappe in giro per l&#8217;Italia.<br><br>Le città di Napoli, Milano e Bologna hanno accolto il team per permettere di conoscere i membri della loro Community: <strong>networking</strong> allo stato puro.<br>Roma è stata la tappa finale dove si è tenuta appunto la ShareME Challenge: incontri, idee, scambi di valori, visioni, formazione, creatività e conoscenze inaspettate.</p>



<p>Come afferma Alessandro Vajani, “avere tanti numeri sui social non serve a nulla se si rimane nella propria bolla digitale e si perde il principio guida, che per noi è la condivisione e l’impatto sociale”.<br>Il marketing infatti può&nbsp;essere al servizio della società non solo per vendere, pubblicizzare o far conoscere i propri servizi, ma anche per diffondere <strong>valore sociale</strong>.</p>



<p>Da qui la nascita degli eventi ShareME.</p>



<p>Con l’arrivo ad Office Jam, durante il primo giorno di Challenge 40 ragazzi di età e background diversi, si sono conosciuti e mescolati attraverso la formazione di 10 gruppi di lavoro.</p>



<p>L’intera giornata del 20 Dicembre i partecipanti, aiutati da 20 esperti di settore, hanno lavorato in team alle diverse <strong>strategie di comunicazione</strong> per le Onlus.</p>



<p>L’ultimo giorno la premiazione del progetto più creativo per ogni tematica: le Onlus hanno vinto idee inedite per migliorare la trasmissione del loro messaggio.</p>



<p>Questo l’obiettivo comune e principale del progetto ShareMe Challenge: un’opportunità di <strong>beneficenza digital</strong>, per aiutare chi è in prima linea, unendo menti giovani, mentor esperti e voci rappresentative delle tematiche scelte.</p>



<p>Un esperimento che ha dimostrato come persone che condividono una passione in comune, anche se sconosciute, possono ispirarsi a vicenda e creare qualcosa di straordinario.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="704" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8076-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-704" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8076-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8076-1-300x200.jpg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8076-1-768x512.jpg 768w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8076-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8076-1-2048x1365.jpg 2048w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_8076-1-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Come organizzare un evento di successo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clarissa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 14:50:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Servizi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Al giorno d&#8217;oggi essere in grado di <strong>organizzare un evento che sia di successo</strong> è una soft skill da non sottovalutare. Questo perché sempre più privati e aziende scelgono di <strong>creare territorio fertile per un buon networking. </strong>Molte sono le <strong>insidie e le potenziali problematiche</strong> che potreste dover affrontare, ma in questo articolo <strong>vi sveliamo i trucchi del mestiere </strong>per fare in modo che il vostro evento sia ricordato da tutti!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mondo degli eventi e il Coronavirus</h2>



<p>Con l’arrivo della<strong> pandemia</strong> da Covid-19 gli <strong>event planners </strong>sono stati <strong>fermi</strong> per un anno.</p>



<p>Il mondo degli eventi ha subìto un duro colpo e molti professionisti sono stati costretti a rinviare in blocco gli appuntamenti programmati per il 2020 e il 2021 nelle metropoli più popolose ed avanguardiste del nostro Paese.</p>



<p>Il&nbsp;Coronavirus&nbsp;ha provocato numerose problematiche in tutta la società, ma si è abbattuto particolarmente nei settori economici che favoriscono l’assembramento e l’incontro tra le persone. Realizzare un evento di successo non è più facile come prima.</p>



<p>Secondo quanto rilevato dall<a href="https://www.federcongressi.it/index.cfm/it/MS/oice/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">’<strong>Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-OICE</strong></a><strong>&nbsp;</strong>nel 2020 le location per eventi hanno accusato un&nbsp;<strong>calo di fatturato del 79%</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli eventi ibridi: i vantaggi delle piattaforme digitali</h2>



<p>Ai tempi della pandemia sono tanti i settori che hanno puntano sul&nbsp;digitale, in modo da limitare le perdite del 2020.&nbsp;Tra questi non manca il comparto legato alle fiere e agli eventi.</p>



<p>A fronte del calo di fatturato, si è assistito a un <strong>cambiamento:</strong> molte iniziative non sono state annullate ma trasferite su <strong>piattaforme digitali</strong>, che hanno favorito il contatto senza mettere a rischio la salute.</p>



<p>Secondo Aefi, associazione di riferimento delle fiere italiane “<em>la pandemia ha accelerato un processo preesistente</em>” e nel primo mese di riapertura si sono organizzate 47 manifestazioni, di cui 20 internazionali e&nbsp;8 completamente sul digitale.</p>



<p>Per rispondere al susseguirsi di restrizioni degli eventi in presenza <strong>le sedi hanno poi prontamente investito in tecnologia così da ospitare gli eventi cosiddetti ibridi</strong>, eventi cioè che prevedono un ristretto numero di persone fisicamente nella struttura e un’audience collegata da remoto.</p>



<p>Probabilmente questa modalità verrà adottata a lungo termine; è una <strong>comoda soluzione</strong> per continuare ad organizzare fiere ed eventi di settore, <strong>senza rinunciare alla&nbsp;partecipazione del pubblico</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli eventi online sono paragonabili a quelli in presenza?</h2>



<p>Siamo onesti. Le emozioni e le interazioni che si vivono di persona non sono le stesse che si percepiscono attraverso uno schermo.</p>



<p>Immersi già in un’era che sostituisce sempre più il computer all’uomo, un evento dal vivo è l’occasione migliore per guardarsi negli occhi, comunicare e socializzare.</p>



<p>Ed ora che è stato compiuto il primo passo verso una (quasi) totale immunità nazionale dopo le prime dosi di vaccino, il ritorno alla normalità non è poi così lontano.</p>



<p>Non c’è da disperare, anzi!</p>



<p>Mantenersi propositivi in un momento ancora delicato significa non tralasciare gli impegni e soprattutto le idee.</p>



<p>Occorre stilare una lista degli obiettivi che si intendono raggiungere e soprattutto studiare a tavolino strategie di successo e nuovi progetti, così da ripartire più forti di prima.</p>



<p><strong>Feste, fiere e congressi riapriranno presto i battenti anche in presenza e non è il caso di farsi trovare impreparati!</strong></p>



<p><strong>Quali sono quindi i passi fondamentali</strong> da compiere per pianificare e creare un evento di successo?</p>



<p>Scopriamoli!</p>



<h2 class="wp-block-heading">I punti chiave per un evento di successo</h2>



<p>Organizzare un evento è sempre l’occasione ideale in cui fare nuove conoscenze, implementare l’economia e soprattutto pubblicizzare face-to-face gli elementi di spicco e vincenti della propria realtà imprenditoriale.</p>



<p>Dietro il successo di ogni evento c’è sempre un lavoro di pianificazione molto accurato, oltre che uno studio meticoloso e grande attenzione per i particolari.&nbsp;</p>



<p>È importante mettere a punto tutta una serie di <strong>attività che precedono la data dell’evento</strong>. Questo è un momento cruciale e dal quale dipende la buona riuscita dello stesso, pertanto occorre ricreare un certo <strong>livello di interesse</strong> fra i partecipanti coinvolti, siano questi affezionati clienti o potenziali lead.</p>



<p>Qualunque sia la tipologia di avvenimento da organizzare, vediamo quali sono i <strong>punti chiave fondamentali </strong>per pianificare un evento e per far sì che questo abbia successo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Obiettivo</h3>



<p>Perché si organizza un evento?</p>



<p>Si deve avere un’idea chiara del motivo per cui ci si mette all’opera e conoscere bene gli <strong>obiettivi per compiere scelte</strong> <strong>adeguate che soddisfino i partecipanti</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Budget</h3>



<p><strong>Qual è la cifra sostenibile e quali sono le priorità di spesa?</strong> Pianificare un evento più costoso del budget a disposizione è un lavoro molto difficile ed espone al rischio di non accontentare gli ospiti o al pericolo di fallire gli obiettivi prefissati. Se ciò accadesse, attribuirebbe una cattiva fama all’organizzatore e all’impresa, nonché comporterebbe la perdita di nuovi clienti.</p>



<p>Quando lo scopo dell’evento e le risorse a disposizione sono ben definite cosa occorre scegliere?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Data</h3>



<p>Che periodo dell’anno e che giorno sono i piú adatti all’evento? I fattori da prendere in considerazione sono la <strong>stagione e quindi temperatura e lunghezza delle giornate</strong>; il giorno della settimana, ad esempio preferire un giorno lavorativo, un prefestivo o un festivo a seconda del tipo di evento. Stabilire sempre un orario di inizio e di fine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Invitati</h3>



<p>Quanti e chi sono gli ospiti?<br>Nell’organizzazione della maggior parte degli eventi <strong>conoscere bene il proprio pubblico è di fondamentale importanza</strong> per avere successo.&nbsp;È bene prevedere inoltre un <strong>numero minimo e un numero massimo di invitati </strong>per far funzionare l’evento.</p>



<p>Bene! Questi sono i primi mattoncini che formano la base della piramide.<br>Ora si passa al “cuore” dell’evento, che possiamo tradurre nelle voci di struttura e fornitori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Location</h3>



<p>Se azzecchi il luogo, c’è l’80% delle possibilità che l’evento possa dirsi di successo. Trascorrere una giornata o una serata in un posto confortevole, ricercato e che lascia a bocca aperta, farà dimenticare anche una pasta scotta!<br>Le scelte possono essere molteplici: una villa provenzale o un castello medioevale se si vuole ricreare uno scenario intimo e romantico; una terrazza panoramica se si desidera stupire; un giardino e una piscina per regalare divertimento ed euforia&#8230;o altrimenti scegliere un coworking! Se vuoi scoprire di più su questa nuova realtà lavorativa e imprenditoriale <a href="https://www.officejam.it/coworking-cosa-e-come-funziona-a-roma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca qui</strong></a> per leggere un nostro precedente articolo. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Fornitori</h3>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="678" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/09/aneta-pawlik-GJwKzsxUQu4-unsplash-1-1024x678.jpg" alt="" data-id="664" data-full-url="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/09/aneta-pawlik-GJwKzsxUQu4-unsplash-1-scaled.jpg" data-link="https://www.officejam.it/?attachment_id=664" class="wp-image-664" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/09/aneta-pawlik-GJwKzsxUQu4-unsplash-1-1024x678.jpg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/09/aneta-pawlik-GJwKzsxUQu4-unsplash-1-300x199.jpg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/09/aneta-pawlik-GJwKzsxUQu4-unsplash-1-768x509.jpg 768w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/09/aneta-pawlik-GJwKzsxUQu4-unsplash-1-1536x1017.jpg 1536w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/09/aneta-pawlik-GJwKzsxUQu4-unsplash-1-2048x1356.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Solitamente si opta per un <strong>buon catering</strong> o, per eventi speciali, uno&nbsp;<strong>chef </strong>a domicilio. Il food and drink è un lavoro complesso. Se il budget lo permette meglio <strong>affidarsi a dei professionisti</strong> e banqueting che lavorano per creare l’atmosfera perfetta a tavola per gli ospiti.</p>



<p>Una location esclusiva lascerà impresso un ottimo ricordo ma, si sa, anche il palato è esigente. Inoltre la presentazione dei piatti e la decorazione della tavola sono fondamentali, facendo acquistare punti in più al tema dell’evento. Importante anche considerare il background e le restrizioni dietetiche di tutti gli ospiti.</p>



<p>Non dimenticare l’ambiente! Nel Regno Unito sono scomparse improvvisamente le cannucce di plastica da tutti i ristoranti. Anche se la plastica non è stata messa ufficialmente fuori commercio, molti ristoratori e locali hanno scelto l’ecologico.<br>L’eco-compatibilità potrebbe persino diventare parte del tema dell’evento.</p>



<p>Una volta superati gli ostacoli più alti non resta che pensare all’<strong>intrattenimento</strong>: animatori,<strong> musicisti, fotografi e videomaker </strong>sono un bonus aggiuntivo nella maggior parte degli eventi.<br>Qualora non fosse possibile, <strong>quello che non può mancare è la musica</strong>: che sia di sottofondo o a tutto volume (ma non troppo) è sempre di compagnia e con un semplice impianto stereo e la giusta playlist non si può sbagliare e i costi sono notevolmente inferiori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pubblicità e mezzi di comunicazione per un evento di successo</h2>



<p><strong>Curare la comunicazione</strong> per far conoscere un evento è un altro fattore importante da non sottovalutare.</p>



<p>Per quanto riguarda la <strong>pubblicità</strong> esistono oggi vari mezzi di comunicazione. Per esempio:</p>



<ul><li>i classici <strong>inviti e flyer</strong> cartacei da distribuire;</li><li>le reti sociali come <strong>Instagram</strong>, <strong>Facebook</strong> e <strong>Google</strong>, che hanno delle funzioni specifiche per la creazione di un evento;</li><li>un <strong>sito web</strong> personale;</li><li>le inserzioni in <strong>alcune riviste o spot pubblicitari</strong> in alcune radio.</li></ul>



<p>Ricapitolando…</p>



<p>Ottenere l’attenzione del tuo pubblico, coinvolgerlo ed emozionarlo non è così semplice come si possa immaginare.<br>I passi elencati finora sono utili per avere chiaro come organizzare eventi di ogni tipo, anche se ogni avvenimento speciale ha delle sue caratteristiche proprie e prevede delle variazioni organizzative. Ovviamente c’è molto altro dietro un evento, specialmente tanta esperienza che si acquista col passare del tempo, ma di sicuro seguire queste prime fasi permette di essere su un buon cammino per ottenere soddisfazione e successo. </p>
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		<title>Lavorare in SMART WORKING</title>
		<link>https://www.officejam.it/lavorare-in-smart-working/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Righetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 14:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esigenza momentanea o tendenza innovativa? L’emergenza legata alla pandemia da Covid-19&#160;ha indubbiamente cambiato le nostre vite. L’impossibilità di uscire quanto si desideri, la restrizione in termini di contatti fisici con...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Esigenza momentanea o tendenza innovativa?</h3>



<p>L’emergenza legata alla pandemia da Covid-19&nbsp;ha indubbiamente cambiato le nostre vite. L’impossibilità di uscire quanto si desideri, la restrizione in termini di contatti fisici con le persone, gli uffici sempre meno frequentati e anche le università con le aule vuote hanno avuto un impatto sulla vita quotidiana di studenti e lavoratori. A partire dal marzo 2020 infatti, con il primo e traumatico lockdown, è stato necessario cambiare l’approccio al lavoro e molte aziende hanno dovuto optare per lavorare in smart working.</p>



<p>Tale fenomeno è sempre più diffuso, in Italia e nel resto del mondo, non solo nelle grandi aziende, ma anche nelle PMI. Numerose sperimentazioni in questo senso hanno dimostrato come il lavoro agile, oltre a subire un concreto “effetto moda”, stia riscuotendo un crescente successo.</p>



<p>Ma partiamo dall’inizio: in cosa consiste nello specifico lo smart working?</p>



<p>Esistono normative che ne regolano i confini e gli aspetti giuridici?</p>



<p>E soprattutto, quali sono i pro e i contro rispetto all’ordinaria attività lavorativa?</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><strong>Definizione di Smart Working: cos’è e come funziona</strong></h2>



<p>Noto anche come Lavoro Agile, è il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a fornirne per primo una definizione: lo smart working è </p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>“<em>una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali&nbsp;e&nbsp;un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro”.</em></p>
</blockquote>



<p>Accanto a questa definizione normativa, derivante dalla Legge 81/2017, altri centri di studi, come l’Osservatorio del Politecnico di Milano, ha inteso lo smart working come una vera e propria&nbsp;<strong>filosofia manageriale</strong>&nbsp;fondata sulla restituzione ai lavoratori di versatilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.</p>



<p><strong>Flessibilità</strong> di luoghi e tempi, <strong>tecnologia </strong>e <strong>nuova cultura organizzativa</strong>.</p>



<p>Sono queste le parole chiave con cui si potrebbe sintetizzare l’idea (e la pratica) che sta alla base di questo nuovo metodo lavorativo.</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><strong>Cosa comporta la legge sullo smart working per il lavoratore?</strong></h2>



<p>Già prima dell’intervento di una Legge ad hoc, molte aziende avevano sperimentato lo smart working, ruotando attorno alle regole del telelavoro, e gestendolo con accordi collettivi stipulati a livello aziendale.</p>



<p>Oggi, con l’approvazione della Legge n. 81 del 22 maggio 2017 viene&nbsp;disciplinato e tutelato il lavoro dello smart worker, il quale può liberamente svolgere la sua attività da qualsiasi postazione e location desideri.</p>



<p>Ai lavoratori agili è comunque garantita la parità di trattamento &#8211; economico e normativo &#8211; rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie.</p>



<p>Nello specifico,&nbsp;il lavoratore e l’azienda, tramite un&nbsp;accordo consensuale (che non va in alcun modo a sostituire alcun accordo preesistente) definiscono un contratto che può essere rescisso con preavviso unilaterale e che potrà avere natura sia temporanea che indeterminata.</p>



<p>Un altro aspetto da sottolineare, regolato dal Legislatore, riguarda la retribuzione. Il lavoratore smart ha diritto di avere un salario pari a coloro&nbsp;che lavorano in ufficio. Lo svolgimento delle proprie mansioni da una sede diversa non può comportare una diminuzione delle ore di lavoro o della produzione, e tantomeno della paga.</p>



<p>Il lavoratore è tutelato anche per quanto riguarda il&nbsp;diritto al riposo e alla disconnessione. L’orario lavorativo deve infatti rimanere immutato e il datore di lavoro deve rispettare il diritto alla interruzione dell’utilizzo di computer e telefoni.</p>



<p>Il lavoro “agile” è applicato con notevoli vantaggi all’interno delle aziende, ma oramai sta prendendo piede anche all’interno della pubblica amministrazione.</p>



<p><strong>Ma quindi cos’è in concreto il lavoro agile e quali sono gli elementi in comune ad altre modalità?</strong></p>



<p>Partiamo col dire cosa non è lo smart working.</p>



<p>Per comprendere le implicazioni e la portata rivoluzionaria del lavoro agile è opportuno chiarire quali siano le <strong>differenze</strong>, ad esempio, con il&nbsp;<strong>telelavoro o il semplice “lavoro da casa”</strong>.</p>



<p>Sebbene i due concetti possano essere spesso confusi, lo smart working si presenta come una vera e propria forma contrattuale tra l’azienda e il lavoratore all’interno di un rapporto di lavoro subordinato. Inoltre, esso supera e completa quello di telelavoro dal momento che offre a chi ne può usufruire una&nbsp;<strong>maggiore flessibilità e indipendenza</strong>&nbsp;all’interno delle attività di remote working.</p>



<p>Infatti:</p>



<ul>
<li>nello&nbsp;smart working il lavoratore dipendente svolge la sua prestazione lavorativa in parte dentro l’azienda e in parte fuori dagli ambienti di lavoro aziendali e con totale autonomia organizzativa in ordine a orari, luoghi di svolgimento della prestazione e senza avere una postazione fissa;</li>



<li>nel&nbsp;telelavoro, invece, il lavoratore dipendente svolge la sua prestazione di lavoro in un luogo esterno ai locali aziendali, ma da una postazione di lavoro esplicitamente definita nel contratto di assunzione e dotato di tutti gli strumenti necessari per lo svolgimento della prestazione medesima (pc, tablet, ecc.). Anche gli orari di lavoro sono definiti nel contratto di assunzione e non possono essere modificati unilateralmente dal lavoratore.</li>
</ul>



<p>Possiamo quindi definire lo smart working come una versione più evoluta del telelavoro, in quanto l’idea è quella di creare una postazione lavorativa insieme ad altri professionisti ed utilizzare a tal fine strumenti tecnologici adeguati alle proprie esigenze, come ad esempio tablet, documenti condivisi, Skype per le riunioni.</p>



<p>L’unico obiettivo di primaria importanza per l’azienda è che venga raggiunto il&nbsp;risultato&nbsp;stabilito. Lo scopo, quindi, è sicuramente quello di rendere più semplice la vita del lavoratore, ma soprattutto quello di&nbsp;incrementare la produttività.</p>



<h3 class="has-medium-font-size wp-block-heading">La scelta delle grandi imprese</h3>



<p>Secondo un recente studio condotto dall’<a href="https://www.repubblica.it/economia/2020/11/03/news/osservatorio_polimi_6_58_milioni_in_smart_working_e_la_maggior_parte_non_torneranno_indietro-272822943/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano</a> su un campione di aziende italiane con un numero di dipendenti compreso tra i 10 e i 250, è emerso quanto segue:&nbsp;</p>



<ul>
<li>il 18% lavora già utilizzando lo smart working, sebbene non abbia la struttura adeguata a farlo;&nbsp;</li>



<li>il 12% dichiara di disporre della struttura e dell’attrezzatura necessaria per lo smart working;</li>



<li>il 6% decide di dotarsi della tecnologia adeguata a strutturarsi nel lavoro agile;</li>



<li>il 3% dichiara di potersi avvalere di questa modalità di lavoro.</li>
</ul>



<p>Per avere un’idea concreta della&nbsp;<strong>diffusione in Italia</strong>&nbsp;dello smart working, è opportuno ricordare la crescita significativa registrata tra il 2018 in cui erano stimati 480.000 lavoratori agili, al 2019 in cui si è arrivati a 570.000 smart workers, con possibilità di lavorare da remoto mediamente 1 giorno a settimana.</p>



<p>Nel 2020, complice anche il Covid-19, il lavoro smart ha travolto il nostro paese come uno tsunami, raggiungendo numeri impressionanti: durante la fase più acuta dell’emergenza è stato coinvolto il 97% delle grandi imprese, il 94% delle pubbliche amministrazioni e il 58% delle PMI, per un totale di 6,58 milioni di lavoratori, circa un terzo dei dipendenti italiani, ovvero oltre 10 volte più dei 570mila censiti nel 2019.</p>



<p>Oggi il 51% delle imprese sta in verità valutando di riprogettare i propri spazi fisici riportando l’ufficio al centro della scena ma non completamente.<br>Come accade dopo ogni rivoluzione, l’opzione di un ritorno all’esatto punto di partenza non è nemmeno sul tappeto! E ora che i lavoratori hanno testato cosa vuol dire lavorare in smart working, è stato stimato che i giorni per lavorare da remoto diventeranno 2,7 nelle aziende e 1,4 nelle pubbliche amministrazioni.</p>



<p>Eclatante è il caso di Amazon. L’azienda statunitense ha annunciato che i dipendenti lavoreranno in ufficio per 3 giorni alla settimana e gli altri 2 potranno scegliere se lavorare in modalità da remoto o in presenza; chi volesse invece ottenere un periodo di smart working oltre i due giorni dovrà presentare apposita richiesta. Stessa scelta è stata adottata dai due colossi Apple e Google.</p>



<p>Il (parziale) ritorno in ufficio sta avvenendo anche in Italia, sebbene il numero di lavoratori che richiede la possibilità di svolgere le proprie mansioni attraverso lo smart working è in crescita di anno in anno.</p>



<p>Inevitabile ora domandarci quali sono i <strong>principali pro e contro </strong>di questo nuovo strumento rispetto alla “normale” attività lavorativa.</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><strong>Vantaggi di lavorare in Smart Working</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-642" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working-1024x683.jpg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working-300x200.jpg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working-768x512.jpg 768w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working-900x600.jpg 900w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tra le principali ragioni che portano a richiedere la possibilità di lavorare da remoto è opportuno ricordare tali innegabili vantaggi:&nbsp;</p>



<ul>
<li><strong>flessibilità</strong>: come accennato, a differenza del Telelavoro, lo smart working non impone limiti spazio-temporali al lavoratore. Di conseguenza ciascuno è libero di svolgere le proprie attività quando meglio ritiene e da dove preferisce, con una conseguente cospicua responsabilizzazione nei confronti dei risultati da ottenere.&nbsp;</li>



<li><strong>riduzione dei tempi e dei costi di trasporto</strong>: venendo meno la necessità di doversi recare in ufficio ogni giorno, lo smart worker ha la possibilità di sfruttare il tempo che avrebbe impiegato per recarsi a lavorare per dedicarsi ad altre attività. Inoltre, la possibilità di utilizzare meno l’automobile &#8211; uno dei principali mezzi di trasporto impiegati dagli italiani &#8211; comporta una significativa diminuzione dello stress.&nbsp;</li>



<li><strong>aumento della soddisfazione professionale</strong>: grazie alla possibilità di organizzare la giornata come si ritiene più opportuno, il lavoratore agile dichiara il crescente appagamento per le proprie attività, grazie alla possibilità di svolgerle quando e dove preferisce.&nbsp;</li>
</ul>



<p>Beneficiano poi dei vantaggi non solo i lavoratori, ma anche l’azienda e l’ambiente.<strong> Dal punto di vista della prima,</strong> lo smart working permette di risparmiare sui costi fissi di struttura ma allo stesso tempo di creare un <strong>“team digitale diffuso”</strong>, capace di lavorare da remoto ed entrare ugualmente in empatia con il resto dei colleghi. Inoltre, tale modalità lavorativa contribuisce a rafforzare la brand awareness dell’azienda e migliorare la percezione che i lavoratori hanno dell’azienda stessa.&nbsp;<br>Infine è fondamentale ricordare che lo smart working &#8211; riducendo notevolmente gli spostamenti per ragioni lavorative &#8211; consente una significativa&nbsp;<strong>riduzione delle emissioni di Co2 nell’ambiente diventando anche una forma di aiuto alla sostenibilità ambientale.</strong></p>



<p>C’è da dire che tempo e luogo di lavoro, essendo diventati concetti più “fluidi”, tendono spesso a mescolarsi fino a rendere la linea tra “lavoro” e “tempo libero” davvero sottilissima.</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><strong>Svantaggi di lavorare in Smart Working</strong></h2>



<p>Infatti, se da un lato i dipendenti si sono resi conto che la riduzione o addirittura l’annullamento dei&nbsp;tempi di spostamento tra casa e ufficio nonchè la possibilità di passare più tempo con le famiglie comportavano degli enormi vantaggi, dall’altro hanno riconosciuto che lo smart working con il passare del tempo non è affatto privo di problemi.</p>



<p>Confini sempre meno delineati tra lavoro e vita privata hanno fatto capire che la soluzione ideale forse è qualcosa che si ponga tra una condizione ( smart working ) e l’altra (lavoro in ufficio). </p>



<p>Alcuni tra i principali svantaggi di lavorare esclusivamente da remoto possono essere così elencati:</p>



<ul>
<li>pericolo che il lavoro si amalgami troppo con la vita personale;</li>



<li>assenza di un orario lavorativo ben preciso: ciò potrebbe spingere il lavoratore preoccupato per la propria produttività a non staccare mai e a mettere in secondo piano la vita privata;</li>



<li>riduzione o annullamento del confronto diretto con i colleghi e il relativo team building;</li>



<li>perdita del senso di relax delle mura domestiche</li>
</ul>



<p>Risulta quindi importantissimo organizzare il proprio lavoro, prestabilendo orari e spazi dedicati ben precisi.</p>



<p>Secondo una ricerca condotta dagli&nbsp;scienziati di Boston&nbsp;della&nbsp;Brigham and Women’s Hospital, coloro che a causa della pandemia non hanno più potuto recarsi in ufficio o all’università si sono ritrovati a vivere sintomi quali:&nbsp;ansia, sofferenza, depressione, disturbo da stress post-traumatico.</p>



<p>Lo smart working non è certo stato un gran vantaggio per la salute mentale delle persone: molti sono i dipendenti che stanno&nbsp;risentendo degli effetti del <strong><a href="https://www.my-personaltrainer.it/salute/burnout.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">burnout</a></strong>.<br>Non è tutto rosa e fiori, ovviamente. Tale nuova modalità lavorativa&nbsp;ha messo a dura prova l’organizzazione giornaliera sia del lavoro sia della propria vita. E se da una parte, come abbiamo visto, si sono subito evidenziati i vantaggi, dall’altra sono emersi anche gli svantaggi. Un&nbsp;tempo non definito al lavoro, la sensazione di essere sempre con un piede in ufficio e l’altro fuori, la confusione con la connessione, il telefono, le chiamate,&nbsp;le video conferenze&nbsp;e dall’altra parte i figli e i propri cari che parlano, “disturbano”, giocano, fanno servizi…</p>



<p>Insomma, trovare un equilibrio in un nuovo mondo che ci è stato imposto dalla pandemia mondiale non è stato semplice. Come per gli studenti, così, anche i lavoratori hanno dovuto imparare a gestire gli impegni di lavoro e&nbsp;quelli famigliari, in un ambiente ristretto e con tempi precisi.</p>



<p>Alla luce di tali considerazioni, è lecito domandarsi: <em>le persone sono riuscite a trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata quando casa e ufficio sono un tutt’uno? Oppure tale combinazione è stata l’origine di preoccupazioni per la salute e la sicurezza?&nbsp;</em></p>



<p>Il rischio peggiore è di lavorare troppo e bruciarsi. Per fortuna in Italia esiste il <strong>diritto alla disconnessione</strong> ma anche per disconnettersi bisogna avere disciplina personale e di gruppo. Altrimenti avrai sempre qualcuno che ti manderà messaggi urgenti la domenica pomeriggio, aspettandosi anche una risposta veloce.<br>E quando non si lavora tutti nello stesso posto allo stesso momento, la sfida più grande è il coordinamento delle attività. Da remoto diventa più complicato, specie se l’azienda non è strutturata per gestire personale distribuito.</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><strong>Il Coworking come risposta alle problematiche dello Smart Working</strong></h2>



<p>Per coloro che hanno adottato completamente lo smart working rimane la fastidiosa sensazione che manchi qualcosa quando non ci si trova tutti assieme nella stessa stanza. La carenza di interazione fisica è stata un freno per l’innovazione.<br>Non c’è da stupirsi: anche quelle che appaiono insignificanti interazioni intellettuali che stimolano l’innovazione e che si verificano nei corridoi degli uffici e durante le pause pranzo sono difficili da replicare da remoto.&nbsp;</p>



<p>Un recente sondaggio condotto da Flexjobs ha rilevato che il 60% dei lavoratori preferirebbe continuare con lo smart working a tempo pieno anche quando gli uffici saranno di nuovo aperti. Invece ben il 40% vorrebbe avere un approccio che abbini lavoro agile e lavoro in presenza. Le persone vorrebbero tornare in ufficio almeno un paio di giorni alla settimana: sia per uscire di casa e ritrovare la separazione tra lavoro e vita privata, sia per ripristinare rapporti interpersonali e la socialità con i colleghi. Molti sono infatti impazienti di ritornare a farlo per poter collaborare, innovare e lavorare in tranquillità e in modo efficiente in ufficio.</p>



<p>Ed è qui che&nbsp;entra in gioco la realtà del <strong><a href="https://www.officejam.it/coworking-cosa-e-come-funziona-a-roma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coworking</a></strong>!</p>



<p>Il coworking è un nuovo stile lavorativo che si pone a metà strada fra il tipico ufficio e lo smart working, caratterizzato dalla&nbsp;condivisione di un ambiente&nbsp;di lavoro con altri professionisti. Pur lavorando in uno spazio condiviso infatti la particolarità del coworking è che ogni singolo individuo mantiene la sua&nbsp;attività indipendente.&nbsp;<br>L’obiettivo principale di questi spazi è quello di permettere ai lavoratori, liberi professionisti e non, singolarmente o in gruppo, di&nbsp;affittare spazi di lavoro&nbsp;anche per poche ore ed usufruire di tutti i servizi e i comfort di un ufficio ad un&nbsp;costo ridotto.</p>



<p>I vantaggi sono principalmente due:</p>



<ol type="1">
<li>economico</li>



<li>sociale</li>
</ol>



<p>Economicamente le strutture di coworking sono molto vantaggiose, anche perché a differenza delle costruzioni ad uso commerciale o ad uso abitativo, questi ambienti hanno a disposizione spazi di lavoro già allestiti e pronti. Questa soluzione è perfetta sia per liberi professionisti singoli, che vogliono utilizzare una postazione di lavoro già allestita e munita di tutto il necessario, ma lo stesso vale per le start up che con più o meno dipendenti hanno bisogno di un luogo in cui poter lavorare, ma non dispongono ancora di risorse adeguate per mettersi in proprio.<br>Uno spazio di questo genere permette di&nbsp;<strong>risparmiare</strong>&nbsp;quindi oltre che sull’affitto mensile di un ufficio, anche sul riscaldamento, sulle utenze telefoniche, sul collegamento ad Internet.</p>



<p>Altro importante vantaggio però del lavorare in una struttura di coworking è, proprio per la sua natura di&nbsp;<strong>collettività</strong>, la condivisione dello spazio di lavoro con altri professionisti. Questo dà vita ad un<strong>&nbsp;</strong>luogo intellettualmente attivissimo&nbsp;e di enorme <strong>arricchimento culturale</strong>. </p>



<p>All&#8217;interno di un coworking si vive uno scambio quotidiano di idee, esperienze e conoscenze con le altre persone dando vita a tantissime opportunità di business e collaborazione. Nel caso si avesse bisogno ad esempio di un professionista di una disciplina differente dalla propria non servirà cercare troppo lontano perché probabilmente anche nello stesso spazio di lavoro si potrà trovare un esperto per un consiglio, una consulenza o anche una collaborazione.</p>



<p>L’ambiente dunque è&nbsp;estremamente stimolante&nbsp;e non di rado conversazioni tra esperti e professionisti portano ad&nbsp;<strong>idee innovative e brillanti</strong>, oltre che a nuove e sorprendenti amicizie.</p>



<p>Trovare ciò che soddisfa il tuo lavoro, la tua personalità e il tuo budget sarà estremamente facile all&#8217;interno di un coworking.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Coworking: cos&#8217;è e come funziona a Roma</title>
		<link>https://www.officejam.it/coworking-cosa-e-come-funziona-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca_nuts]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2021 09:56:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coworking]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.officejam.it/?p=480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il coworking sta acquistando sempre più popolarità negli ultimi anni, ma capiamo cos&#8217;è veramente uno spazio di coworking e come funziona.&#160; Cos’è il coworking Il significato della parola coworking è...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Il coworking sta acquistando sempre più popolarità negli ultimi anni, ma capiamo cos&#8217;è veramente uno spazio di coworking e come funziona.&nbsp;</h3>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è il coworking</strong></h2>



<p>Il significato della parola coworking è letteralmente condivisione di un ambiente di lavoro. Nello specifico si parla di spazio di coworking riferendosi ad un ufficio condiviso dove le persone si riuniscono per lavorare in modo indipendente.&nbsp;</p>



<p>A differenza dell’ufficio tradizionale, le persone nel coworking non sono in genere impiegati nella stessa azienda o attività. Si tratta soprattutto di liberi professionisti o persone che viaggiano spesso per lavoro.&nbsp;</p>



<p>L’obiettivo principale di questi spazi è permettere ai professionisti o alle aziende di affittare diverse tipologie di spazi di lavoro. Si possono scegliere le dimensioni dell’ufficio o anche una semplice scrivania da affittare per soddisfare la maggior parte delle esigenze. Inoltre, sono progettati con lo scopo di fornire un ambiente che sia produttivo e collaborativo, ma allo stesso tempo dinamico e creativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La storia</strong> del coworking</h2>



<p>Il primo spazio di coworking è stato aperto nel 2005 a San Francisco da Brad Neuberg, che ne ha coniato anche il termine. L&#8217;obiettivo di Neuberg era combinare l’indipendenza e la libertà di lavorare da solo con la sensazione di comunità e del lavorare insieme agli altri. In questo modo le persone potevano avere anche la possibilità di condividere idee e collaborare in un’atmosfera informale.&nbsp;</p>



<p>Il fenomeno si è poi diffuso a macchia d’olio, come dimostrato dalle annuali &#8220;Global coworking Survey&#8221; disponibili su <a href="https://www.deskmag.com/en/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DeskMAG</a>, con conseguente apertura di diversi spazi in tutto il mondo. Nel 2008 i primi coworking sono arrivati anche in Italia. Hanno coinvolto professionisti di tutte le età e aziende di grandi e piccole dimensioni. Da uno studio effettuato da Coworking Resources si presume che in tutto il mondo il numero di spazi di coworking arriverà a quasi 20.000 quest&#8217;anno. Nonostante le difficoltà dovute all’emergenza che stiamo ancora vivendo, si stima che la crescita sarà costante, con un tasso annuale pari al 21,3%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I benefici</strong> di lavorare in un coworking</h2>



<p>Arrivati a questo punto è opportuno chiedersi perché scegliere il coworking, come funziona e quali sono i vantaggi che derivano dall’affitto di questo spazio. </p>



<p>Le strutture di coworking mettono a disposizione spazi di lavoro già allestiti e pronti, molto vantaggiose sia per liberi professionisti, sia per chi ha iniziato a lavorare da poco e non ha un grande budget a disposizione.&nbsp;</p>



<p>Dal punto di vista economico, infatti, il coworking permette di risparmiare su vari aspetti come:&nbsp;</p>



<ul><li>l’affitto mensile di un ufficio,&nbsp;</li><li>il prezzo delle utenze e il riscaldamento,&nbsp;</li><li>la connessione ad Internet,</li><li>l’acquisto di oggetti tecnologici, come stampati e scanner.</li></ul>



<p>Un altro importante vantaggio che lo spazio di coworking presenta è la sua caratteristica di collettività e networking. Ovvero la possibilità di poter condividere il luogo di lavoro con colleghi dello stesso settore o professionisti di campi totalmente differenti, trasformandosi in un luogo di arricchimento culturale. La prima opzione permette di dar vita a nuovi contatti, in modo tale da confrontarsi con chi fa lo stesso lavoro. La seconda, invece, permette al lavoratore di uscire dalla propria zona di comfort e prendere ispirazione dagli altri. L’ambiente che si crea in questi spazi, dunque, è molto stimolante e da vita ad idee innovative e brillanti.</p>



<p>Tra i benefici bisogna considerare anche gli orari degli ambienti di coworking, che di solito sono flessibili. Molti, infatti, sono aperti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. In questo modo i lavoratori possono scegliere liberamente quando dedicarsi alle proprie attività, a differenza di un ufficio tradizionale.</p>



<p>Oltre a vantaggi dal punto di vista lavorativo, un ufficio di coworking presenta anche vantaggi da punto di vista umano e relazionale. In un luogo pieno di persone, appunto, si hanno maggiori possibilità di svagarsi, attraverso eventi o giochi da fare in pausa pranzo. Molti spazi comprendono zone adibite proprio a piccoli momenti di svago dal lavoro, quali:</p>



<ul><li>tavoli da gioco, come ping pong o biliardino,</li><li>area lettura,</li><li>divanetti e poltrone da relax,</li><li>area snack e macchinette.</li></ul>



<p>Il tutto, ovviamente, senza disturbare gli altri lavoratori presenti.&nbsp;</p>



<p>Infine, tra i benefici di un coworking c’è sicuramente l’aumento della produttività e della creatività dei lavoratori. Questo grazie all’incontro con gli altri coworkers e alla possibilità di avere a disposizione diversi materiali tecnologici. In un <a href="https://www.officejam.it/servizi/uffici-privati/">ufficio condiviso</a>, inoltre, le persone sono immerse a 360 gradi in un ambiente che promuove la collaborazione creativa e l&#8217;innovazione aziendale. Assistere alle sfide e ai successi dei colleghi stimola la crescita del proprio business e aiuta la risoluzione dei problemi.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Coworking a Roma</strong></h2>



<p>In una città grande e vitale come Roma aumentano sempre di più le persone che decidono di affittare uno spazio in un coworking. Sul territorio infatti sono presenti più di 60 spazi di coworking, popolari soprattutto nel mondo delle startup e dei freelance. Office Jam è uno dei più grandi a Roma, con uno spazio di 1000 mq. Suddiviso in uffici privati e zone comuni, è pensato per accogliere tutti i tipi di professionisti.&nbsp;</p>



<p>Nella maggior parte dei coworking, come in Office Jam, è possibile scegliere diversi tipi di spazio, come una postazione singola, un ufficio o un’intera sala riunioni. Alcuni spazi vengono destinati a specifici tipi di coworkers, quali:</p>



<ul><li>piccole imprese,</li><li>grandi imprese,</li><li>imprese no-profit,</li><li>lavoratori indipendenti,&nbsp;</li><li>un reparto di un’azienda.</li></ul>



<p>Office Jam offre ai suoi ospiti un’area relax armoniosa, una cucina e una sala pranzo dotate di tutti i comfort e un’area giochi per i momenti di svago. I nostri uffici e le sale riunioni si distinguono per lo stile ricercato e accogliente.&nbsp;</p>



<p>Scegliere uno di questi spazi di coworking a Roma significa entrare in network locale di professionisti e accedere a servizi e strumenti innovativi, che da soli sarebbe difficile ottenere.</p>



<p>Un periodo come l’emergenza socio-sanitaria che stiamo vivendo richiede, inoltre, quella flessibilità e che solo uno spazio di coworking può garantire. Il coworking è il nuovo percorso per combinare vita e lavoro in modo responsabile e sostenibile.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Virtual Office</title>
		<link>https://www.officejam.it/virtual-office/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca_nuts]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 10:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Servizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella situazione lavorativa del momento, la scelta del virtual office è un’opportunità da non sottovalutare perché risponde alle esigenze di tutte le persone che vogliono avere un punto di riferimento...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Nella situazione lavorativa del momento, la scelta del virtual office è un’opportunità da non sottovalutare perché risponde alle esigenze di tutte le persone che vogliono avere un punto di riferimento stabile e professionale per la propria attività, svolta a distanza o in <a href="https://www.officejam.it/lavorare-in-smart-working/">smart working</a>.</h3>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il virtual office ( o ufficio virtuale) può essere definito come uno servizio dedicato a chi non ha bisogno di un ufficio fisico ma necessita comunque dei vantaggi dello stesso. È una soluzione perfetta per chi lavora da remoto e ha bisogno di un luogo in cui poter ricevere la posta, usufruire di un centralinista o ricevere un cliente. Ciò permette a qualsiasi imprenditore o libero professionista di lavorare in ogni luogo, con la certezza di avere un punto di appoggio nella città in cui la sua attività ha sede.</p>



<p>Da recenti studi risulta che oltre il 50% dei liberi professionisti si trova “in trasferta” per almeno due giorni su sette. Di conseguenza, nei prossimi anni questo trend crescerà sempre di più, soprattutto perché la flessibilità e la possibilità di svolgere servizi “into” sarà uno dei fattori fondamentali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi può beneficiare di un ufficio virtuale?</strong></h2>



<p>Spesso si pensa che un virtual office possa essere utile solo ai liberi professionisti, lavoratori indipendenti ed imprenditori. Sebbene queste siano le categorie che utilizzano maggiormente il servizio, sarebbe un grosso errore escludere gli altri lavoratori. Basti pensare che molte aziende richiedono ai propri dipendenti di frequentare corsi o partecipare a meeting, webinar, ragion per cui può risultare utile offrire un proprio punto fisso di recapito, nel quale raccogliere informazioni o telefonate. Questo porta un incremento anche in termini di fatturato per l’azienda.</p>



<p>Rimane comunque chiaro che i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lavoro_autonomo" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">self-employed</a> possono davvero godere a 360 gradi dei vantaggi offerti da questa tipologia di servizio.&nbsp;</p>



<p>Chi svolge professioni digitali ha maggiormente necessità di usufruire di questo servizio, soprattutto se parliamo di attività di freelance. Sotto questo punto di vista, l’ufficio virtuale è come un vero e proprio tool dalle molteplici funzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I vantaggi di un virtual office</strong></h2>



<p>Il vantaggio principale di un ufficio virtuale è la possibilità di personalizzazione in base alle proprie esigenze. Quindi, si possono scegliere i servizi di cui ha bisogno e pagare solo per quelli. Emergono, inoltre, tutta una serie di vantaggi di carattere logistico e funzionale:</p>



<ul><li><strong>Avere un indirizzo da inserire sul sito web</strong>, su facebook e su tutto il materiale promozionale, così da rafforzare la propria identità e far vedere a tutti i clienti e fornitori che si ha una sede a tutti gli effetti.&nbsp;</li><li>Usufruire di un <strong>servizio di gestione di tutte le pratiche</strong> in maniera fluida e concreta, così la credibilità dell’azienda ne uscirà rafforzata.</li><li>Usare all’occorrenza il <strong>servizio di Front Office e Reception</strong></li><li>Avere a disposizione la tecnologia del virtual office, caratterizzata da <strong>software dedicati</strong>, centralini intelligenti al fine di far sì che ogni chiamata sia gestita con competenza.&nbsp;</li><li><strong>Espandere la propria attività </strong>in un&#8217;ottima posizione, nel cuore delle migliori città per gli affari, come <strong>Roma</strong>, e nel percorso dei migliori futuri clienti.</li></ul>



<p>Infine, il virtual office permette all’azienda o al libero professionista di concentrarsi sulla pianificazione della strategia e la gestione clienti senza il pensiero di incombenze quotidiane. Queste vengono delegate a un team di persone esperte, in grado di smistare tutta la burocrazia e fungere da supporto essenziale. Ecco perché è un servizio sempre più utilizzato e in continua evoluzione.&nbsp;</p>



<p>Il virtual office di Office Jam è un&#8217;ottima scelta per la tua attività. Posto nel cuore commerciale della capitale, fornisce flessibilità e credibilità a tutte le attività. Riduce i costi generali, rendendo la vita lavorativa più facile, più efficiente e, soprattutto, più divertente!</p>
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