<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Valentina Righetti &#8211; Office Jam</title>
	<atom:link href="https://www.officejam.it/author/valentina-righetti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.officejam.it</link>
	<description>Office Jam - Coworking</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Nov 2022 14:58:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.5.3</generator>

<image>
	<url>https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/05/cropped-OJ_favicon-32x32.png</url>
	<title>Valentina Righetti &#8211; Office Jam</title>
	<link>https://www.officejam.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO</title>
		<link>https://www.officejam.it/corso-di-avvicinamento-al-vino-officejam-roma/</link>
					<comments>https://www.officejam.it/corso-di-avvicinamento-al-vino-officejam-roma/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Righetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 15:09:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coworking]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.officejam.it/?p=747</guid>

					<description><![CDATA[<p>CHE COS&#8217;E&#8217; UN CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO Quello del vino è un mercato che può considerarsi in perenne evoluzione.È in costante crescita il numero di accademie, hotel o ristoranti...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.officejam.it/corso-di-avvicinamento-al-vino-officejam-roma/">CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.officejam.it">Office Jam</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>CHE COS&#8217;E&#8217; UN CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO</strong></h2>



<p>Quello del <strong>vino</strong> è un mercato che può considerarsi in perenne <strong>evoluzione</strong>.<br>È in costante crescita il numero di accademie, hotel o ristoranti che mettono a disposizione i loro spazi organizzando <strong>corsi di vino</strong>.</p>



<p>Alcuni sono definiti corsi di avvicinamento al vino, altri sono corsi per diventare veri e propri sommelier, altri ancora sono semplici eventi di degustazione per gli amanti del settore.<br>Ciò che solitamente li accomuna è una <strong>formazione</strong>, più o meno professionale, sul vino.<br><br>Quello di &#8220;avvicinamento al vino&#8221; è un <strong>corso base</strong>, senza esami e ad un <strong>prezzo più contenuto</strong>, che consente però di imparare le <strong>prime nozioni fondamentali</strong> per poter riconoscere e apprezzare un vino, di qualsiasi tipologia. </p>



<p>Quello enologico è un settore decisamente eterogeneo, tanto variegato quanto sorprendente, soprattutto per coloro che vogliono trasformare questo terreno sconosciuto in <strong>un’occasione di lavoro</strong> o semplicemente in un <strong>passatempo accattivante</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>LOCATION</strong></h2>



<p>Nessuno nega che i luoghi più affascinanti dove svolgere questi incontri enologici siano rinomate aziende vinicole sparse tra le colline del Chianti ovvero prestigiose enoteche situate in borghi medioevali…</p>



<p>Tuttavia, per chi è assorbito dagli impegni e dai ritmi frenetici delle grandi città, non sempre è facile concedersi delle gite così fuori porta. Non solo.<br>Spesso le <strong>location</strong> “urbane” in cui solitamente si svolgono questi eventi rischiano di essere banali: ambienti privi di personalità, asettici e poco accoglienti.<br>Tutte caratteristiche – se ci pensate – non associabili ad un buon vino!</p>



<p>Nel ventunesimo secolo, dove <strong>innovazione e creatività</strong> rappresentano i punti di forza per soddisfare le richieste del mercato, un <strong><a href="https://www.officejam.it/coworking-cosa-e-come-funziona-a-roma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coworking</a></strong> è una novità stimolante in cui organizzare corsi ed eventi.<br>Esso infatti consente il superamento dei limiti geografici creando senso di <strong>comunità</strong>, <strong>relazioni</strong> e <strong>progresso</strong>, non solo per svolgere il proprio lavoro ma anche per organizzare eventi e momenti di svago di ogni genere!</p>



<p>I coworking sono <strong>spazi polivalenti</strong> che, reinventandosi, diventano luoghi di <strong>aggregazione</strong>, <strong>formazione</strong> e informazione per attività, servizi e <strong>nuove opportunità</strong>.</p>



<p>Ebbene, <strong>Office Jam</strong> quest’anno ha inaugurato la <strong>prima edizione del Corso di Avvicinamento al vino 2022</strong>, mettendo a disposizione la sua <strong>sala eventi</strong> più grande: una sala <strong>eclettica</strong>, dal <strong>design originale</strong> e moderno, dotata di tutti i <strong>comfort</strong> per accogliere i partecipanti e fargli vivere un momento di piacere e convivialità fuori dalla routine quotidiana.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="964" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22.jpeg" alt="" class="wp-image-751" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22.jpeg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-300x282.jpeg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-768x723.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>IL CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO PRESSO OFFICE JAM</strong></h2>



<p>Il Corso di avvicinamento al vino, concluso a febbraio, è stato organizzato da Office Jam con la collaborazione della <a href="https://www.torrefazionebertini.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><strong>Torrefazion</strong>e<strong> Bertini</strong></a> ed è stato un vero successo!</p>



<p><strong>Quattro lezioni</strong>, svolte il lunedì sera, durante le quali un <strong>Sommelier</strong> docente dell’accademia FISAR, ha guidato i partecipanti alla degustazione di vini bianchi, vini rossi e bollicine; il tutto sempre accompagnato da stuzzichini e prodotti gastronomici.<br>Ogni assaggio è stato affiancato da una descrizione specifica di ciascun vino: <strong>obiettivo</strong> del corso infatti è quello di far vivere un percorso di <strong>piacere</strong> e al tempo stesso di <strong>didattica</strong>, al fine di insegnare le prime <strong>nozioni fondamentali</strong> relative al mondo del vino.</p>



<p>Un vero e proprio <strong>percorso “didattico-conoscitivo-emozionale</strong>”. <br>Queste le parole usate durante la prima lezione dal sommelier, il quale attraverso le sue esperienze, la sua formazione e le diverse slides illustrative, ha raccontato tutta la <strong>filiera del vino</strong>: dalla vigna alla bottiglia, descrivendo le diverse fasi della vinificazione dei vini bianchi e dei vini rossi. </p>



<p>Attraverso i cinque sensi, i partecipanti hanno vissuto una full immersion tra storia, territori, vitigni, tecniche produttive, profumi, sapori e abbinamenti.</p>



<p>Una <strong>nuova opportunità</strong>, per esperti e non, per approfondire e scoprire il fascino del mondo del vino.</p>



<p>Coloro che non hanno mai preso parte ad una degustazione, potrebbero trovarsi spiazzati di fronte ad una situazione così nuova e intimorirsi all&#8217;ascolto di un linguaggio tecnico che non si comprende.</p>



<p>Il Corso di avvicinamento al vino di Office Jam è nato proprio per fornire le <strong>nozioni tecniche di base</strong>, fondamentali per conoscere tutti i segreti del vino al fine di essere in grado di scegliere una buona bottiglia e apprezzarne la degustazione.<br><br>Molti inoltre credono che degustare il vino in modo professionale sia difficile e non adatto a loro.<br>Al Corso di avvicinamento abbiamo scoperto che non è così!<br><br>Una lezione o un corso di degustazione guidata può mostrarti come utilizzare efficacemente i sensi per effettuare una corretta analisi del vino.<br>Infatti, seppur non in modo professionale, <strong>tutti</strong> possono conoscere e applicare le migliori tecniche per degustare un buon bicchiere di vino.</p>



<p>Ve ne <strong>sveliamo qualcuna</strong> che abbiamo imparato proprio al corso di avvicinamento!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PASSAGGI FONDAMENTALI PER UNA PERFETTA DEGUSTAZIONE</strong></h2>



<p>Che sia una degustazione a casa di amici o ad un corso, i <strong>passaggi</strong> da tenere a mente e da seguire sono semplici.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Eliminare o ridurre le contaminazioni esterne</strong></h3>



<p>Una buona norma che spesso viene sottovalutata è sicuramente il <strong>non utilizzare profumi</strong>, creme o altri prodotti per la cura del corpo che abbiamo <strong>odori eccessivamente intens</strong>i. I profumi senza dubbio andrebbero ad influenzare e <strong>compromettere</strong> la percezione dell’essenza del vino! <br>Per la stessa motivazione è <strong>sconsigliata</strong> la partecipazione a un corso o a una degustazione dopo un <strong>pasto molto ricco</strong>. Come gli odori troppo forti, anche alcuni cibi dal sapore intenso possono intaccare la capacità di percepire le note che caratterizzano ogni tipo di vino.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Utilizzare i propri sensi</strong></h3>



<p>Per degustare un buon vino, tutto quello che serve è un bicchiere e i tuoi <strong>sensi</strong>!</p>



<ol><li><strong>Vista</strong>: si comincia con una breve ispezione visiva del vino inclinando il bicchiere in un luogo luminoso, indispensabile per scoprire il <strong>colore</strong> e l’<strong>opacità</strong>. Molti indizi sono riconoscibili con una rapida occhiata, anche se la maggior parte delle risposte si possono trovare sulla bottiglia, come la vendemmia e il vitigno. <br>Dopo questo passaggio, avviene la famosa <strong>rotazione</strong> del calice in modo da far avvicinare il vino alle pareti. Si formerà un anello di liquido dal quale scendono delle gocce lungo il vetro del calice, i cosiddetti “<strong>archetti del vino o lacrime</strong>”. Più dense e marcate sono le lacrime, maggiore è la sua densità e gradazione alcolica.<br></li><li><strong>Odore</strong>: il secondo passo è identificare gli <strong>aromi</strong> attraverso l’olfatto, avvicinando il bicchiere al naso e ruotando lentamente il bicchiere così da far sprigionare le sostanze odorose del vino. I profumi che si avvertono sono sempre classificabili in <strong>grandi categorie</strong>. <br>Il primo elemento che si identifica nell’analisi olfattiva è il sentore fruttato: more, fragole, mirtilli; il secondo proviene quasi sempre dalle botti dove sono stati invecchiati i vini: cedro, vaniglia, caramello, pane etc.<br></li><li><strong>Sapore</strong>: il momento dell’assaggio è arrivato! Il senso del gusto è il modo in cui analizziamo il vino con la <strong>lingua</strong>, con la quale si distinguono quattro gusti: <strong>dolce</strong>, <strong>salato</strong>, <strong>acido</strong> e <strong>amaro</strong>. <br>La lingua può percepire anche sensazioni tattili come il <strong>corpo</strong> (prodotto dalla gradazione alcolica), l’<strong>effervescenza</strong> (essenziale negli spumanti) e la <strong>temperatura,</strong> che per i bianchi deve essere dai 10°C ai 14°C e per i rossi tra i 15 °C e i 18 °C.</li></ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Non essere timidi</strong></h3>



<p>A volte, ascoltando il linguaggio con cui produttori e professionisti del settore comunicano tra di loro, non si capisce una sola parola! Le frasi che utilizzano sono infarcite di termini tecnici e specifici che non si possono comprendere se non si appartiene a questo mondo.<br>Non c’è alcun bisogno di conoscere il vocabolario del perfetto sommelier per apprezzare a pieno un buon bicchiere di vino durante una degustazione.<br>Ma una cosa è fondamentale: se sei curioso di scoprire ogni segreto che si cela dietro questo affascinante mondo allora metti da parte la timidezza, sii <strong>curioso</strong> e <strong>chiedi</strong>!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esplorare e prendere nota</strong></h3>



<p>Non potrai mai scoprire il tuo nuovo vino preferito se non l’avrai prima assaggiato.<br>Spesso ci si limita alle stesse qualità o tipologie perché non ci fidiamo ad esplorare sapori e profumi nuovi, ma l’obiettivo è proprio questo: <strong>assaggiare</strong>!<br>Non solo. Per potersi ricordare un sapore equilibrato o sbilanciato, un vino unico o non memorabile e tutte quelle caratteristiche che ti hanno colpito, occorre <strong>prendere nota</strong>.<br>Esistono dei veri e propri <strong>taccuini del vino</strong> per annotare e conservare una memoria dettagliata delle vostre degustazioni migliori.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="999" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-1.jpeg" alt="" class="wp-image-752" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-1.jpeg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-1-300x293.jpeg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-01-at-15.18.22-1-768x749.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>COME E PERCHE&#8217; PARTECIPARE AL CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO</strong></h2>



<p>Quelle che abbiamo elencato, sono solo alcune nozioni che il Corso di avvicinamento al vino ha permesso di imparare. <br>Naturalmente non possiamo svelarvi tutto…ma possiamo invitarvi a <strong>iscrivervi</strong> per i prossimi appuntamenti che proseguiranno da Maggio in poi!</p>



<p>Potete richiedere <strong>informazioni</strong> e <strong>acquistare </strong>il corso di avvicinamento al vino scrivendo direttamente alla nostra email <strong>info@officejam.it</strong>.<br>I posti per ogni corso sono a numero chiuso, dunque <strong>affrettatevi</strong>!<br><br>Ma le <strong>sorprese </strong>non sono finite! Organizzeremo anche dei <strong>singoli eventi di degustazione</strong> che riguarderanno un tema specifico a seconda dei vini selezionati di volta in volta.</p>



<p>Il desiderio di frequentare un corso di avvicinamento al vino o una semplice degustazione può essere motivato da una grande varietà di ragioni: </p>



<ul><li>la voglia di arricchire e di ampliare le proprie conoscenze personali;</li><li>la necessità di entrare nel mondo del lavoro in questo settore;</li><li>la semplice esigenza di assecondare la propria passione per il vino.</li></ul>



<p>Una cosa è certa: un corso di degustazione di vini è sicuramente un’<strong>esperienza unica</strong>!</p>



<p>Lasciatevi raccontare da un professionista tutti i segreti che si celano dietro una bottiglia: dalla vendemmia all’imbottigliamento del vino.<br>Immergetevi completamente nel sapore di una tradizione che si è sviluppata nel corso dei secoli.<br>Concedetevi qualche ora di piacevole relax, ancor meglio se in buona compagnia e in una delle location più eclettiche e cool della capitale!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.officejam.it/corso-di-avvicinamento-al-vino-officejam-roma/">CORSO DI AVVICINAMENTO AL VINO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.officejam.it">Office Jam</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.officejam.it/corso-di-avvicinamento-al-vino-officejam-roma/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lavorare in SMART WORKING</title>
		<link>https://www.officejam.it/lavorare-in-smart-working/</link>
					<comments>https://www.officejam.it/lavorare-in-smart-working/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Righetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 14:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.officejam.it/?p=638</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esigenza momentanea o tendenza innovativa? L’emergenza legata alla pandemia da Covid-19&#160;ha indubbiamente cambiato le nostre vite. L’impossibilità di uscire quanto si desideri, la restrizione in termini di contatti fisici con...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.officejam.it/lavorare-in-smart-working/">Lavorare in SMART WORKING</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.officejam.it">Office Jam</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Esigenza momentanea o tendenza innovativa?</h3>



<p>L’emergenza legata alla pandemia da Covid-19&nbsp;ha indubbiamente cambiato le nostre vite. L’impossibilità di uscire quanto si desideri, la restrizione in termini di contatti fisici con le persone, gli uffici sempre meno frequentati e anche le università con le aule vuote hanno avuto un impatto sulla vita quotidiana di studenti e lavoratori. A partire dal marzo 2020 infatti, con il primo e traumatico lockdown, è stato necessario cambiare l’approccio al lavoro e molte aziende hanno dovuto optare per lavorare in smart working.</p>



<p>Tale fenomeno è sempre più diffuso, in Italia e nel resto del mondo, non solo nelle grandi aziende, ma anche nelle PMI. Numerose sperimentazioni in questo senso hanno dimostrato come il lavoro agile, oltre a subire un concreto “effetto moda”, stia riscuotendo un crescente successo.</p>



<p>Ma partiamo dall’inizio: in cosa consiste nello specifico lo smart working?</p>



<p>Esistono normative che ne regolano i confini e gli aspetti giuridici?</p>



<p>E soprattutto, quali sono i pro e i contro rispetto all’ordinaria attività lavorativa?</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><strong>Definizione di Smart Working: cos’è e come funziona</strong></h2>



<p>Noto anche come Lavoro Agile, è il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a fornirne per primo una definizione: lo smart working è </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali&nbsp;e&nbsp;un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro”.</em></p>
</blockquote>



<p>Accanto a questa definizione normativa, derivante dalla Legge 81/2017, altri centri di studi, come l’Osservatorio del Politecnico di Milano, ha inteso lo smart working come una vera e propria&nbsp;<strong>filosofia manageriale</strong>&nbsp;fondata sulla restituzione ai lavoratori di versatilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.</p>



<p><strong>Flessibilità</strong> di luoghi e tempi, <strong>tecnologia </strong>e <strong>nuova cultura organizzativa</strong>.</p>



<p>Sono queste le parole chiave con cui si potrebbe sintetizzare l’idea (e la pratica) che sta alla base di questo nuovo metodo lavorativo.</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><strong>Cosa comporta la legge sullo smart working per il lavoratore?</strong></h2>



<p>Già prima dell’intervento di una Legge ad hoc, molte aziende avevano sperimentato lo smart working, ruotando attorno alle regole del telelavoro, e gestendolo con accordi collettivi stipulati a livello aziendale.</p>



<p>Oggi, con l’approvazione della Legge n. 81 del 22 maggio 2017 viene&nbsp;disciplinato e tutelato il lavoro dello smart worker, il quale può liberamente svolgere la sua attività da qualsiasi postazione e location desideri.</p>



<p>Ai lavoratori agili è comunque garantita la parità di trattamento &#8211; economico e normativo &#8211; rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie.</p>



<p>Nello specifico,&nbsp;il lavoratore e l’azienda, tramite un&nbsp;accordo consensuale (che non va in alcun modo a sostituire alcun accordo preesistente) definiscono un contratto che può essere rescisso con preavviso unilaterale e che potrà avere natura sia temporanea che indeterminata.</p>



<p>Un altro aspetto da sottolineare, regolato dal Legislatore, riguarda la retribuzione. Il lavoratore smart ha diritto di avere un salario pari a coloro&nbsp;che lavorano in ufficio. Lo svolgimento delle proprie mansioni da una sede diversa non può comportare una diminuzione delle ore di lavoro o della produzione, e tantomeno della paga.</p>



<p>Il lavoratore è tutelato anche per quanto riguarda il&nbsp;diritto al riposo e alla disconnessione. L’orario lavorativo deve infatti rimanere immutato e il datore di lavoro deve rispettare il diritto alla interruzione dell’utilizzo di computer e telefoni.</p>



<p>Il lavoro “agile” è applicato con notevoli vantaggi all’interno delle aziende, ma oramai sta prendendo piede anche all’interno della pubblica amministrazione.</p>



<p><strong>Ma quindi cos’è in concreto il lavoro agile e quali sono gli elementi in comune ad altre modalità?</strong></p>



<p>Partiamo col dire cosa non è lo smart working.</p>



<p>Per comprendere le implicazioni e la portata rivoluzionaria del lavoro agile è opportuno chiarire quali siano le <strong>differenze</strong>, ad esempio, con il&nbsp;<strong>telelavoro o il semplice “lavoro da casa”</strong>.</p>



<p>Sebbene i due concetti possano essere spesso confusi, lo smart working si presenta come una vera e propria forma contrattuale tra l’azienda e il lavoratore all’interno di un rapporto di lavoro subordinato. Inoltre, esso supera e completa quello di telelavoro dal momento che offre a chi ne può usufruire una&nbsp;<strong>maggiore flessibilità e indipendenza</strong>&nbsp;all’interno delle attività di remote working.</p>



<p>Infatti:</p>



<ul>
<li>nello&nbsp;smart working il lavoratore dipendente svolge la sua prestazione lavorativa in parte dentro l’azienda e in parte fuori dagli ambienti di lavoro aziendali e con totale autonomia organizzativa in ordine a orari, luoghi di svolgimento della prestazione e senza avere una postazione fissa;</li>



<li>nel&nbsp;telelavoro, invece, il lavoratore dipendente svolge la sua prestazione di lavoro in un luogo esterno ai locali aziendali, ma da una postazione di lavoro esplicitamente definita nel contratto di assunzione e dotato di tutti gli strumenti necessari per lo svolgimento della prestazione medesima (pc, tablet, ecc.). Anche gli orari di lavoro sono definiti nel contratto di assunzione e non possono essere modificati unilateralmente dal lavoratore.</li>
</ul>



<p>Possiamo quindi definire lo smart working come una versione più evoluta del telelavoro, in quanto l’idea è quella di creare una postazione lavorativa insieme ad altri professionisti ed utilizzare a tal fine strumenti tecnologici adeguati alle proprie esigenze, come ad esempio tablet, documenti condivisi, Skype per le riunioni.</p>



<p>L’unico obiettivo di primaria importanza per l’azienda è che venga raggiunto il&nbsp;risultato&nbsp;stabilito. Lo scopo, quindi, è sicuramente quello di rendere più semplice la vita del lavoratore, ma soprattutto quello di&nbsp;incrementare la produttività.</p>



<h3 class="has-medium-font-size wp-block-heading">La scelta delle grandi imprese</h3>



<p>Secondo un recente studio condotto dall’<a href="https://www.repubblica.it/economia/2020/11/03/news/osservatorio_polimi_6_58_milioni_in_smart_working_e_la_maggior_parte_non_torneranno_indietro-272822943/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano</a> su un campione di aziende italiane con un numero di dipendenti compreso tra i 10 e i 250, è emerso quanto segue:&nbsp;</p>



<ul>
<li>il 18% lavora già utilizzando lo smart working, sebbene non abbia la struttura adeguata a farlo;&nbsp;</li>



<li>il 12% dichiara di disporre della struttura e dell’attrezzatura necessaria per lo smart working;</li>



<li>il 6% decide di dotarsi della tecnologia adeguata a strutturarsi nel lavoro agile;</li>



<li>il 3% dichiara di potersi avvalere di questa modalità di lavoro.</li>
</ul>



<p>Per avere un’idea concreta della&nbsp;<strong>diffusione in Italia</strong>&nbsp;dello smart working, è opportuno ricordare la crescita significativa registrata tra il 2018 in cui erano stimati 480.000 lavoratori agili, al 2019 in cui si è arrivati a 570.000 smart workers, con possibilità di lavorare da remoto mediamente 1 giorno a settimana.</p>



<p>Nel 2020, complice anche il Covid-19, il lavoro smart ha travolto il nostro paese come uno tsunami, raggiungendo numeri impressionanti: durante la fase più acuta dell’emergenza è stato coinvolto il 97% delle grandi imprese, il 94% delle pubbliche amministrazioni e il 58% delle PMI, per un totale di 6,58 milioni di lavoratori, circa un terzo dei dipendenti italiani, ovvero oltre 10 volte più dei 570mila censiti nel 2019.</p>



<p>Oggi il 51% delle imprese sta in verità valutando di riprogettare i propri spazi fisici riportando l’ufficio al centro della scena ma non completamente.<br>Come accade dopo ogni rivoluzione, l’opzione di un ritorno all’esatto punto di partenza non è nemmeno sul tappeto! E ora che i lavoratori hanno testato cosa vuol dire lavorare in smart working, è stato stimato che i giorni per lavorare da remoto diventeranno 2,7 nelle aziende e 1,4 nelle pubbliche amministrazioni.</p>



<p>Eclatante è il caso di Amazon. L’azienda statunitense ha annunciato che i dipendenti lavoreranno in ufficio per 3 giorni alla settimana e gli altri 2 potranno scegliere se lavorare in modalità da remoto o in presenza; chi volesse invece ottenere un periodo di smart working oltre i due giorni dovrà presentare apposita richiesta. Stessa scelta è stata adottata dai due colossi Apple e Google.</p>



<p>Il (parziale) ritorno in ufficio sta avvenendo anche in Italia, sebbene il numero di lavoratori che richiede la possibilità di svolgere le proprie mansioni attraverso lo smart working è in crescita di anno in anno.</p>



<p>Inevitabile ora domandarci quali sono i <strong>principali pro e contro </strong>di questo nuovo strumento rispetto alla “normale” attività lavorativa.</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><strong>Vantaggi di lavorare in Smart Working</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-642" srcset="https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working-1024x683.jpg 1024w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working-300x200.jpg 300w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working-768x512.jpg 768w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working-900x600.jpg 900w, https://www.officejam.it/wp-content/uploads/2021/07/vantaggi-dello-smart-working.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tra le principali ragioni che portano a richiedere la possibilità di lavorare da remoto è opportuno ricordare tali innegabili vantaggi:&nbsp;</p>



<ul>
<li><strong>flessibilità</strong>: come accennato, a differenza del Telelavoro, lo smart working non impone limiti spazio-temporali al lavoratore. Di conseguenza ciascuno è libero di svolgere le proprie attività quando meglio ritiene e da dove preferisce, con una conseguente cospicua responsabilizzazione nei confronti dei risultati da ottenere.&nbsp;</li>



<li><strong>riduzione dei tempi e dei costi di trasporto</strong>: venendo meno la necessità di doversi recare in ufficio ogni giorno, lo smart worker ha la possibilità di sfruttare il tempo che avrebbe impiegato per recarsi a lavorare per dedicarsi ad altre attività. Inoltre, la possibilità di utilizzare meno l’automobile &#8211; uno dei principali mezzi di trasporto impiegati dagli italiani &#8211; comporta una significativa diminuzione dello stress.&nbsp;</li>



<li><strong>aumento della soddisfazione professionale</strong>: grazie alla possibilità di organizzare la giornata come si ritiene più opportuno, il lavoratore agile dichiara il crescente appagamento per le proprie attività, grazie alla possibilità di svolgerle quando e dove preferisce.&nbsp;</li>
</ul>



<p>Beneficiano poi dei vantaggi non solo i lavoratori, ma anche l’azienda e l’ambiente.<strong> Dal punto di vista della prima,</strong> lo smart working permette di risparmiare sui costi fissi di struttura ma allo stesso tempo di creare un <strong>“team digitale diffuso”</strong>, capace di lavorare da remoto ed entrare ugualmente in empatia con il resto dei colleghi. Inoltre, tale modalità lavorativa contribuisce a rafforzare la brand awareness dell’azienda e migliorare la percezione che i lavoratori hanno dell’azienda stessa.&nbsp;<br>Infine è fondamentale ricordare che lo smart working &#8211; riducendo notevolmente gli spostamenti per ragioni lavorative &#8211; consente una significativa&nbsp;<strong>riduzione delle emissioni di Co2 nell’ambiente diventando anche una forma di aiuto alla sostenibilità ambientale.</strong></p>



<p>C’è da dire che tempo e luogo di lavoro, essendo diventati concetti più “fluidi”, tendono spesso a mescolarsi fino a rendere la linea tra “lavoro” e “tempo libero” davvero sottilissima.</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><strong>Svantaggi di lavorare in Smart Working</strong></h2>



<p>Infatti, se da un lato i dipendenti si sono resi conto che la riduzione o addirittura l’annullamento dei&nbsp;tempi di spostamento tra casa e ufficio nonchè la possibilità di passare più tempo con le famiglie comportavano degli enormi vantaggi, dall’altro hanno riconosciuto che lo smart working con il passare del tempo non è affatto privo di problemi.</p>



<p>Confini sempre meno delineati tra lavoro e vita privata hanno fatto capire che la soluzione ideale forse è qualcosa che si ponga tra una condizione ( smart working ) e l’altra (lavoro in ufficio). </p>



<p>Alcuni tra i principali svantaggi di lavorare esclusivamente da remoto possono essere così elencati:</p>



<ul>
<li>pericolo che il lavoro si amalgami troppo con la vita personale;</li>



<li>assenza di un orario lavorativo ben preciso: ciò potrebbe spingere il lavoratore preoccupato per la propria produttività a non staccare mai e a mettere in secondo piano la vita privata;</li>



<li>riduzione o annullamento del confronto diretto con i colleghi e il relativo team building;</li>



<li>perdita del senso di relax delle mura domestiche</li>
</ul>



<p>Risulta quindi importantissimo organizzare il proprio lavoro, prestabilendo orari e spazi dedicati ben precisi.</p>



<p>Secondo una ricerca condotta dagli&nbsp;scienziati di Boston&nbsp;della&nbsp;Brigham and Women’s Hospital, coloro che a causa della pandemia non hanno più potuto recarsi in ufficio o all’università si sono ritrovati a vivere sintomi quali:&nbsp;ansia, sofferenza, depressione, disturbo da stress post-traumatico.</p>



<p>Lo smart working non è certo stato un gran vantaggio per la salute mentale delle persone: molti sono i dipendenti che stanno&nbsp;risentendo degli effetti del <strong><a href="https://www.my-personaltrainer.it/salute/burnout.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">burnout</a></strong>.<br>Non è tutto rosa e fiori, ovviamente. Tale nuova modalità lavorativa&nbsp;ha messo a dura prova l’organizzazione giornaliera sia del lavoro sia della propria vita. E se da una parte, come abbiamo visto, si sono subito evidenziati i vantaggi, dall’altra sono emersi anche gli svantaggi. Un&nbsp;tempo non definito al lavoro, la sensazione di essere sempre con un piede in ufficio e l’altro fuori, la confusione con la connessione, il telefono, le chiamate,&nbsp;le video conferenze&nbsp;e dall’altra parte i figli e i propri cari che parlano, “disturbano”, giocano, fanno servizi…</p>



<p>Insomma, trovare un equilibrio in un nuovo mondo che ci è stato imposto dalla pandemia mondiale non è stato semplice. Come per gli studenti, così, anche i lavoratori hanno dovuto imparare a gestire gli impegni di lavoro e&nbsp;quelli famigliari, in un ambiente ristretto e con tempi precisi.</p>



<p>Alla luce di tali considerazioni, è lecito domandarsi: <em>le persone sono riuscite a trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata quando casa e ufficio sono un tutt’uno? Oppure tale combinazione è stata l’origine di preoccupazioni per la salute e la sicurezza?&nbsp;</em></p>



<p>Il rischio peggiore è di lavorare troppo e bruciarsi. Per fortuna in Italia esiste il <strong>diritto alla disconnessione</strong> ma anche per disconnettersi bisogna avere disciplina personale e di gruppo. Altrimenti avrai sempre qualcuno che ti manderà messaggi urgenti la domenica pomeriggio, aspettandosi anche una risposta veloce.<br>E quando non si lavora tutti nello stesso posto allo stesso momento, la sfida più grande è il coordinamento delle attività. Da remoto diventa più complicato, specie se l’azienda non è strutturata per gestire personale distribuito.</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><strong>Il Coworking come risposta alle problematiche dello Smart Working</strong></h2>



<p>Per coloro che hanno adottato completamente lo smart working rimane la fastidiosa sensazione che manchi qualcosa quando non ci si trova tutti assieme nella stessa stanza. La carenza di interazione fisica è stata un freno per l’innovazione.<br>Non c’è da stupirsi: anche quelle che appaiono insignificanti interazioni intellettuali che stimolano l’innovazione e che si verificano nei corridoi degli uffici e durante le pause pranzo sono difficili da replicare da remoto.&nbsp;</p>



<p>Un recente sondaggio condotto da Flexjobs ha rilevato che il 60% dei lavoratori preferirebbe continuare con lo smart working a tempo pieno anche quando gli uffici saranno di nuovo aperti. Invece ben il 40% vorrebbe avere un approccio che abbini lavoro agile e lavoro in presenza. Le persone vorrebbero tornare in ufficio almeno un paio di giorni alla settimana: sia per uscire di casa e ritrovare la separazione tra lavoro e vita privata, sia per ripristinare rapporti interpersonali e la socialità con i colleghi. Molti sono infatti impazienti di ritornare a farlo per poter collaborare, innovare e lavorare in tranquillità e in modo efficiente in ufficio.</p>



<p>Ed è qui che&nbsp;entra in gioco la realtà del <strong><a href="https://www.officejam.it/coworking-cosa-e-come-funziona-a-roma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coworking</a></strong>!</p>



<p>Il coworking è un nuovo stile lavorativo che si pone a metà strada fra il tipico ufficio e lo smart working, caratterizzato dalla&nbsp;condivisione di un ambiente&nbsp;di lavoro con altri professionisti. Pur lavorando in uno spazio condiviso infatti la particolarità del coworking è che ogni singolo individuo mantiene la sua&nbsp;attività indipendente.&nbsp;<br>L’obiettivo principale di questi spazi è quello di permettere ai lavoratori, liberi professionisti e non, singolarmente o in gruppo, di&nbsp;affittare spazi di lavoro&nbsp;anche per poche ore ed usufruire di tutti i servizi e i comfort di un ufficio ad un&nbsp;costo ridotto.</p>



<p>I vantaggi sono principalmente due:</p>



<ol type="1">
<li>economico</li>



<li>sociale</li>
</ol>



<p>Economicamente le strutture di coworking sono molto vantaggiose, anche perché a differenza delle costruzioni ad uso commerciale o ad uso abitativo, questi ambienti hanno a disposizione spazi di lavoro già allestiti e pronti. Questa soluzione è perfetta sia per liberi professionisti singoli, che vogliono utilizzare una postazione di lavoro già allestita e munita di tutto il necessario, ma lo stesso vale per le start up che con più o meno dipendenti hanno bisogno di un luogo in cui poter lavorare, ma non dispongono ancora di risorse adeguate per mettersi in proprio.<br>Uno spazio di questo genere permette di&nbsp;<strong>risparmiare</strong>&nbsp;quindi oltre che sull’affitto mensile di un ufficio, anche sul riscaldamento, sulle utenze telefoniche, sul collegamento ad Internet.</p>



<p>Altro importante vantaggio però del lavorare in una struttura di coworking è, proprio per la sua natura di&nbsp;<strong>collettività</strong>, la condivisione dello spazio di lavoro con altri professionisti. Questo dà vita ad un<strong>&nbsp;</strong>luogo intellettualmente attivissimo&nbsp;e di enorme <strong>arricchimento culturale</strong>. </p>



<p>All&#8217;interno di un coworking si vive uno scambio quotidiano di idee, esperienze e conoscenze con le altre persone dando vita a tantissime opportunità di business e collaborazione. Nel caso si avesse bisogno ad esempio di un professionista di una disciplina differente dalla propria non servirà cercare troppo lontano perché probabilmente anche nello stesso spazio di lavoro si potrà trovare un esperto per un consiglio, una consulenza o anche una collaborazione.</p>



<p>L’ambiente dunque è&nbsp;estremamente stimolante&nbsp;e non di rado conversazioni tra esperti e professionisti portano ad&nbsp;<strong>idee innovative e brillanti</strong>, oltre che a nuove e sorprendenti amicizie.</p>



<p>Trovare ciò che soddisfa il tuo lavoro, la tua personalità e il tuo budget sarà estremamente facile all&#8217;interno di un coworking.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.officejam.it/lavorare-in-smart-working/">Lavorare in SMART WORKING</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.officejam.it">Office Jam</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.officejam.it/lavorare-in-smart-working/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
